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Uveite

Malattie oculari correlate al virus dengue

1. Cos’è la malattia oculare associata al virus della dengue?

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Il virus della dengue (Dengue virus) è un virus a RNA a filamento positivo della famiglia Flaviviridae, con almeno quattro sierotipi. Viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette, Aedes aegypti o Ae. albopictus.

Ogni anno circa 400 milioni di persone vengono infettate dal virus della dengue, 100 milioni si ammalano e 22.000 muoiono. Si verifica in oltre 100 paesi ed è ampiamente diffuso in Asia, America Latina, Caraibi, Africa e Medio Oriente.

L’infezione da un sierotipo conferisce immunità solo contro quel sierotipo. È possibile una reinfezione con un sierotipo diverso, e in caso di infezione secondaria aumenta il rischio di progressione verso la febbre emorragica dengue.

:::tip Precauzioni prima di viaggiare in aree endemiche Il modo migliore per prevenire l’infezione da virus dengue è evitare le punture di zanzara. Nelle aree endemiche, utilizzare repellenti per insetti giorno e notte, indossare maniche lunghe e usare zanzariere. Dengvaxia® è approvato negli Stati Uniti per soggetti di età compresa tra 9 e 16 anni con precedente infezione da dengue confermata, ma la vaccinazione senza storia di infezione può aumentare il rischio di forme gravi. :::

I sintomi generali della dengue (fase acuta 2-7 giorni) sono i seguenti.

  • Febbre alta, mal di testa, dolore retro-orbitario
  • Dolori articolari e muscolari (chiamata anche «febbre spacca-ossa»)
  • Eruzione cutanea, nausea, vomito
  • Casi gravi (circa il 5%): shock, tendenza al sanguinamento, insufficienza multiorgano

Il tasso medio di letalità è del 2,5%.

  • Arrossamento oculare e fotofobia
  • Riduzione dell’acuità visiva e scotoma
  • Miodesopsie (corpi mobili vitreali)
  • Dolore retro-orbitario

Le complicanze oculari della dengue sono varie, dal segmento anteriore a quello posteriore.

Reperti del segmento anteriore

Emorragia sottocongiuntivale : il reperto più comune nella fase acuta

Episclerite : reazione infiammatoria

Uveite anteriore : osservata nella fase acuta e fino a 5 mesi dopo la remissione. Può verificarsi anche in casi asintomatici

Reperti del segmento posteriore

Maculopatia da dengue : emorragia retinica, macchie bianche molli, edema maculare

Distacco sieroso di retina : complicanza grave che causa calo visivo

Essudazione coroidale : può associarsi a ipotonia oculare

Vasculite e occlusione vascolare : fattori di rischio per prognosi visiva sfavorevole

Neurite retinica e neurite ottica : rare, ma il virus dengue può causare neurite ottica e retino-coroidite

Il gruppo di lavoro dell’Istituto dell’Occhio sulle complicanze oculari correlate alla dengue ha riportato i seguenti tre tipi basati sui risultati OCT.

TipoRisultato OCTNote
Tipo 1Ispessimento retinico diffusoIl più lieve
Tipo 2edema maculare cistoidemoderata perdita della vista
Tipo 3foveolitedistruzione degli strati retinici esterni. Recupero visivo lento

Agarwal et al., in uno studio retrospettivo su 16 pazienti (32 occhi), hanno riportato foveite (distruzione degli strati retinici esterni) nel 75% degli occhi. L’angiografia OCT ha mostrato difetti di flusso (flow voids) nei plessi capillari superficiale e profondo, suggerendo meccanismi sia infiammatori che ischemici.

Q Quando si verifica l'uveite anteriore nella dengue?
A

È stato riportato che l’uveite anteriore può manifestarsi non solo nella fase febbrile acuta, ma anche fino a 5 mesi dopo la remissione della malattia. Poiché può verificarsi anche in pazienti asintomatici, è necessaria una visita oculistica in caso di sintomi oculari dopo un’infezione da dengue.

Il virus della dengue effettua la traduzione e la replicazione virale nel reticolo endoplasmatico (RE) delle cellule ospiti. Durante l’infezione, il RE viene riorganizzato ed espanso, e il virus modifica la risposta allo stress del reticolo endoplasmatico (UPR) per creare un ambiente favorevole alla propria replicazione. Inoltre, induce l’autofagia e regola il metabolismo lipidico per potenziare la replicazione.

  • Storia di soggiorno o viaggio in aree endemiche
  • Progressione a dengue emorragica (forma grave): maggiore è la trombocitopenia, maggiore è il rischio di complicanze oculari emorragiche
  • Infezione secondaria (re-infezione con un sierotipo diverso)

Per la diagnosi confermata di dengue si utilizzano i seguenti metodi:

  • Test sierologici : ELISA o test di inibizione dell’emoagglutinazione
  • Rilevazione dell’antigene virale (NS1) : utile nella fase acuta (1–5 giorni dopo l’insorgenza della febbre)
  • PCR : rilevazione diretta dell’RNA virale
  • Isolamento virale : coltura cellulare

Vengono verificati i seguenti reperti.

  1. Misurazione della migliore acuità visiva corretta
  2. Misurazione della pressione intraoculare
  3. Esame con lampada a fessura (cellule e flare della camera anteriore, precipitati cheratici, reperti corneali)
  4. Esame del fondo oculare in midriasi (macula, nervo ottico, retina periferica, vitreo)
  5. OCT: importante per la classificazione del tipo di maculopatia e il follow-up
  6. Angiografia con fluoresceina (FA): valutazione di vasculite e occlusione vascolare

Le seguenti infezioni tropicali simili devono essere differenziate.

  • Infezione da virus Chikungunya e infezione da virus Zika (stesso vettore, zanzare Aedes)
  • Malaria, leptospirosi, infezione da rickettsie
  • Infezione da virus del Nilo occidentale
  • Virus Ebola e virus delle febbri emorragiche (casi gravi)
Q Se compaiono sintomi oculari dopo il ritorno da un viaggio, si deve sospettare la dengue?
A

Se entro due settimane da un viaggio in un’area endemica (Asia, America Latina, Caraibi, Africa, Medio Oriente, ecc.) compaiono arrossamento oculare, calo visivo o miodesopsie, è necessario includere le complicanze oculari correlate alla dengue nella diagnosi differenziale. È importante informare l’oculista della storia di viaggio.

Non esiste un farmaco approvato dalla FDA per il virus dengue, e il trattamento sistemico è principalmente di supporto. Nei casi gravi, si esegue una rapida reidratazione con infusione di cristalloidi o colloidi.

Il trattamento delle complicanze oculari si basa sui sintomi e sul grado di infiammazione.

PatologiaTrattamento
Uveite anterioreCollirio steroideo locale + cicloplegico
Lesioni del segmento posteriore (maculopatia, distacco sieroso della retina)Prednisone orale 0,5–1,0 mg/kg
VasculiteSteroidi orali (sotto attento monitoraggio)
Distacco sieroso della retinaLa maggior parte si risolve spontaneamente con osservazione conservativa
  • Uveite anteriore: visita ogni 1-2 settimane fino alla risoluzione dei sintomi
  • Maculopatia: monitoraggio regolare con OCT
  • Vasculite e occlusione vascolare: esame del fondo oculare e angiografia con fluoresceina regolari

:::caution Avvertenze La dengue può causare trombocitopenia; durante procedure oftalmiche (iniezioni intravitreali, chirurgia) può essere necessaria la collaborazione con un ematologo. Durante la terapia steroidea, monitorare anche l’andamento della conta piastrinica. :::

6. Fisiopatologia e meccanismi dettagliati della malattia

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Il meccanismo delle complicanze oculari correlate alla dengue è spiegato da una combinazione di meccanismi infiammatori e meccanismi emorragici/ischemici.

Meccanismo infiammatorio: Il virus penetra direttamente nell’occhio, oppure immunocomplessi/citochine danneggiano la barriera emato-oculare inducendo infiammazione.

Meccanismo emorragico/ischemico: La trombocitopenia e il danno della parete vascolare causano emorragie sottocongiuntivali, emorragie vitreali ed emorragie retiniche. Nel rapporto di Agarwal et al., mediante angiografia OCT sono stati confermati difetti del flusso capillare (flow voids), dimostrando che l’ischemia è anch’essa una causa importante di complicanze oculari.

Periodo delle complicanze oculari: In una revisione retrospettiva su 13 persone, la comparsa dei sintomi oculari coincideva con il nadir della conta piastrinica, suggerendo un’associazione tra la profondità della trombocitopenia e lo sviluppo di complicanze oculari.

Progressi nella diagnostica per immagini multimodale

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L’introduzione dell’angiografia OCT (OCTA) ha permesso una valutazione dettagliata delle alterazioni del flusso sanguigno capillare nella maculopatia da dengue. Sono stati riportati deficit di perfusione persistenti anche dopo il trattamento, e il loro ruolo come fattore predittivo del recupero visivo è oggetto di future ricerche.

Attualmente non esiste un antivirale approvato dalla FDA contro il virus della dengue, ma sono in fase di sviluppo composti che mirano a fattori virali (elicasi NS3, polimerasi NS5) o fattori dell’ospite. Si prevede che anche il miglioramento dell’accuratezza dei test diagnostici in fase acuta apra la strada a un intervento terapeutico precoce.

  • Nei casi con foveolite, il recupero dell’acuità visiva è lento e può lasciare sequele visive a lungo termine.
  • È stato riportato che nei pazienti con vasculite, 7 persone su 13 hanno un’acuità visiva finale compresa tra 6/12 e 6/60, il che richiede una strategia terapeutica aggressiva.
  • Nei pazienti con uveite anteriore, l’83% di 65 occhi con vari sintomi oculari come uveite anteriore, neurite ottica e maculopatia ha mantenuto un’acuità visiva di almeno 6/12 (0,5) a un anno, e la prognosi è generalmente buona.

:::danger Dichiarazione di non responsabilità Questo articolo è un contenuto educativo volto a fornire informazioni mediche. Per la diagnosi e il trattamento di un singolo paziente, consultare il proprio medico di base o uno specialista. Non praticare l’autodiagnosi o l’autotrattamento basandosi sulle informazioni contenute in questo articolo. :::

  1. Teoh SC, Chee CK, Laude A, et al.; Eye Institute Dengue-related Ophthalmic Complications Workgroup. Optical coherence tomography patterns as predictors of visual outcome in dengue-related maculopathy. Retina. 2010;30(3):390-398.
  2. Agarwal A, Aggarwal K, Dogra M, et al.; OCTA Study Group. Dengue-Induced Inflammatory, Ischemic Foveolitis and Outer Maculopathy: A Swept-Source Imaging Evaluation. Ophthalmol Retina. 2019;3(2):170-177.
  3. Roy SK, Bhattacharjee S. Dengue virus: epidemiology, biology, and disease aetiology. Can J Microbiol. 2021;67(10):687-702. PMID: 34171205.

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