Termine generale per le complicanze oculari e morfologiche che si verificano dopo la chirurgia estetica delle palpebre, come la chirurgia della doppia palpebra, la rimozione del grasso palpebrale e la correzione della ptosi.
La chirurgia estetica delle palpebre è una delle procedure più frequenti nella chirurgia plastica e comprende la chirurgia della doppia palpebra (metodi con sutura e con incisione), la rimozione del grasso palpebrale (palpebra superiore e inferiore) e la correzione della ptosi a fini estetici. Anche se le tecniche chirurgiche sono migliorate, le complicanze si verificano ancora in una certa percentuale, e la valutazione oftalmologica è essenziale per la diagnosi e la gestione2).
Le complicanze vengono classificate in base al momento di insorgenza in complicanze precoci (entro poche settimane dall’intervento) e complicanze tardive (dopo diversi mesi o anni). Le complicanze precoci comprendono infezione, ematoma, ascesso della sutura, sovracorrezione e sottocorrezione; quelle tardive comprendono ptosi, chiusura incompleta della palpebra, irregolarità della piega della doppia palpebra, ectropion, infossamento della palpebra superiore (hollow eye) dovuto a un’asportazione eccessiva del grasso orbitario, peggioramento dell’occhio secco, cicatrici e cheloidi2,5).
I pazienti operati in chirurgia estetica possono rivolgersi all’oftalmologia o alla chirurgia oculoplastica a causa delle complicanze. L’oculista deve essere in grado di diagnosticare correttamente queste complicanze e decidere tra trattamento conservativo, revisione chirurgica o invio a un altro reparto2).
QQuali problemi possono verificarsi dopo un intervento estetico alle palpebre?
A
Nella fase iniziale (entro poche settimane dall’intervento) possono comparire infezione, ematoma, ascesso da sutura, sovracorrezione (lagofitalmo, cioè incapacità di chiudere bene gli occhi) o sottocorrezione (scomparsa della piega della doppia palpebra o asimmetria). Nella fase tardiva (da mesi ad anni dopo) possono comparire ptosi, cronicizzazione del lagofitalmo, irregolarità della piega della doppia palpebra, infossamento della palpebra superiore (hollow eye) dovuto a un’eccessiva rimozione del grasso orbitario e peggioramento dell’occhio secco.
Ectropion cicatriziale della palpebra inferiore: trazione della palpebra inferiore, esposizione della sclera e arrossamento congiuntivale dopo intervento estetico alle palpebre
Oestreicher J, Mehta S. Complications of Blepharoplasty: Prevention and Management. Plast Surg Int. 2012;2012:252368. DOI: 10.1155/2012/252368. Figure 4. License: CC BY 3.0. PMCID: PMC3357590.
Quadro clinico dell’ectropion cicatriziale, in cui il margine della palpebra inferiore viene tirato nettamente verso il basso e lateralmente, la congiuntiva tarsale è ampiamente esposta e arrossata e la sclera è ampiamente visibile. Corrisponde all’ectropion descritto nella sezione «Classificazione e sintomi delle complicanze» (trazione della lamella anteriore dovuta a contrattura cicatriziale).
gonfiore palpebrale, sanguinamento sottocutaneo e dolore
emostasi insufficiente
ascesso da sutura
da 1 a diverse settimane dopo l’intervento
indurimento, drenaggio di pus e sensazione di corpo estraneo
reazione da corpo estraneo alla sutura interrata
sovracorrezione
subito dopo l’intervento fino a diverse settimane
allargamento della rima palpebrale, chiusura incompleta delle palpebre e secchezza corneale
rimozione eccessiva di pelle e muscolo
Sottocorrezione
Subito dopo l’intervento fino a alcune settimane
Scomparsa o asimmetria della piega palpebrale
Fissazione insufficiente e allentamento della sutura
L’infezione provoca arrossamento, gonfiore, dolore e febbre; se evolve in cellulite orbitaria, richiede un trattamento urgente. L’ematoma può comparire precocemente dopo l’intervento quando l’emostasi non è sufficiente, e un ematoma grande può comprimere il nervo ottico e causare perdita della vista5). L’ascesso da sutura è causato da una reazione da corpo estraneo al filo usato nei metodi di sutura sepolta, e la rimozione del filo è il trattamento definitivo2).
La ipercorrezione si verifica quando vengono rimossi troppa pelle e muscolo orbicolare dell’occhio, rendendo la rima palpebrale troppo ampia e causando l’impossibilità di chiudere completamente le palpebre. Se la mancata chiusura palpebrale persiste, la cornea può seccarsi, con rischio di evoluzione in cheratite da esposizione (cheratopatia da lagoftalmo). La sottocorrezione si verifica quando la fissazione della piega palpebrale doppia è insufficiente, facendo scomparire la piega o rendendola asimmetrica.
Sensazione di secchezza, sensazione di corpo estraneo e riduzione della vista
Danno alla congiuntiva e alla ghiandola lacrimale
Irregolarità della piega palpebrale
Dal postoperatorio al persistente
Asimmetria, troppo alta o scomparsa
Problemi di fissazione e cicatrice
Cicatrice e cheloide
Da alcune settimane a diversi mesi
Cicatrice ipertrofica e problemi estetici
Tendenza alla cicatrizzazione, dopo infezione
La ptosi può essere causata da una lesione dell’aponeurosi del muscolo elevatore durante l’intervento o da una retrazione cicatriziale dopo l’operazione. Il lagoftalmo è il risultato di un’eccessiva asportazione di pelle e del muscolo orbicolare, che lascia una quantità di tessuto insufficiente per chiudere la palpebra. Hollow eye (infossamento della palpebra superiore) è un avvallamento della palpebra superiore causato da un’eccessiva asportazione del grasso orbitario, che crea un problema estetico e può anche essere accompagnato da enoftalmo1).
L’ectropion insorge per una trazione verso l’esterno dovuta a un’eccessiva asportazione della lamella anteriore (pelle e muscolo orbicolare) e alla retrazione cicatriziale, causando lacrimazione e danni corneali. L’entropion è causato dalla trazione della lamella posteriore dovuta ai punti di sutura o alle aderenze 2).
QPerché dopo un intervento estetico diventa difficile chiudere gli occhi?
A
Per chiudere le palpebre servono la contrazione del muscolo orbicolare e una quantità sufficiente di pelle. Se durante la chirurgia delle palpebre doppie o la rimozione del grasso palpebrale si asportano troppa pelle e troppo muscolo orbicolare, manca il tessuto necessario alla chiusura e l’occhio non può chiudersi del tutto (lagoftalmo). Se il lagoftalmo persiste, la cornea può seccarsi e aumenta il rischio di cheratite da esposizione. La superficie oculare viene protetta con lacrime artificiali e pomata oftalmica, e nei casi gravi può essere necessario un innesto di pelle.
La chirurgia estetica delle palpebre è uno dei gruppi di interventi più eseguiti in chirurgia estetica. La chirurgia della doppia palpebra (metodo con fili sepolti e metodo con incisione) è eseguita diffusamente, soprattutto in Asia, compreso il Giappone, e in grandi numeri soprattutto nelle cliniche di chirurgia estetica.
I dati sistematici sulla frequenza esatta delle complicanze sono limitati. Le complicanze minori della blepharoplasty (lieve secchezza oculare, chemosi, granuloma, ptosi ed esposizione della sclera) sono state riportate come relativamente comuni 2), e si ritiene che la maggior parte sia reversibile con un’adeguata gestione.
Tra le complicanze dopo procedure eseguite in cliniche di chirurgia estetica, la correzione della ptosi, la gestione del lagoftalmo e la correzione del hollow eye sono problemi importanti. Nei casi con danno corneale o malposizione palpebrale, è importante il coordinamento tra chirurgia estetica e oftalmologia/chirurgia oculoplastica 5).
Nella diagnosi delle complicanze dopo la chirurgia estetica delle palpebre, raccogliere una storia chirurgica dettagliata è la cosa più importante. Verificare la tecnica usata (metodo con fili sepolti, metodo con incisione, se è stato rimosso grasso), il momento dell’intervento, l’operatore e il decorso postoperatorio. Se sono disponibili foto preoperatorie, sono utili per il confronto con la situazione prima dell’intervento.
Elemento di esame
Obiettivo
Metodo e valutazione
Misurazione del MRD-1
Valutazione della posizione della palpebra
Distanza dal riflesso corneale al margine della palpebra superiore (normale 4–5 mm). Confronto con le foto preoperatorie
Test della funzione del muscolo elevatore
Valutazione della lesione dell’aponeurosi dell’elevatore
Escursione del margine palpebrale dallo sguardo verso il basso allo sguardo verso l’alto (normale ≥ 15 mm)
Colorazione corneale con fluoresceina
Valutazione della gravità del danno corneale
Verifica del pattern di danno epiteliale dovuto a chiusura incompleta delle palpebre
MRD-1 (margin reflex distance 1) è la distanza dal riflesso luminoso al centro della cornea al margine della palpebra superiore e consente una valutazione oggettiva della posizione palpebrale. Il valore normale è 4–5 mm e, se dopo l’intervento si riduce, suggerisce una complicanza di ptosi3).
Nel test della funzione dell’elevatore, si misura la distanza di spostamento del margine palpebrale passando dallo sguardo verso il basso allo sguardo verso l’alto. Se la funzione dell’elevatore è պահպանuta (≥ 15 mm), la prognosi dopo la reinserzione dell’aponeurosi dell’elevatore è buona e questo aiuta nella scelta della tecnica chirurgica.
Nella valutazione del lagoftalmo, si registra in mm la rima palpebrale residua durante la chiusura volontaria forte, la chiusura lieve e l’ammiccamento. È importante anche l’osservazione in posizione supina, perché il lagoftalmo può risultare più evidente rispetto alla posizione seduta. Se si sospetta lagoftalmo durante il sonno, chiedere ai familiari di fotografare gli occhi mentre la persona dorme.
Alla colorazione con fluoresceina, il danno epiteliale corneale associato al lagoftalmo presenta un pattern caratteristico di comparsa segmentaria nella parte inferiore. Si valutano l’estensione e la profondità del danno epiteliale nella cornea inferiore e si sceglie il trattamento in base alla gravità.
QSe si verifica una complicanza dopo un intervento estetico alle palpebre, dove devo andare?
A
Si raccomanda una visita oculistica o presso un chirurgo oculoplastico. Anche se l’intervento è stato eseguito in una clinica di chirurgia estetica, sono necessari esami oculistici (come la misurazione dell’MRD-1 e la colorazione corneale) per valutare il danno corneale dovuto al lagoftalmo e alla ptosi. Alla visita, portare le informazioni sul tipo di intervento, la data, il chirurgo e, se possibile, le foto preoperatorie consente una valutazione più accurata.
Nel danno corneale causato dalla chiusura incompleta delle palpebre, la protezione della superficie oculare è la priorità principale.
Lacrime artificiali: Instillare frequentemente colliri a base di ialuronato di sodio o simili (4-8 volte al giorno o più)
Unguento oculare: Applicare prima di dormire un unguento oculare antibiotico (come l’ofloxacina) per proteggere la superficie oculare e favorire la chiusura dell’occhio
Taping: Dopo aver applicato l’unguento oculare prima di dormire, fissare un nastro in senso verticale dalla palpebra superiore a quella inferiore per favorire la chiusura dell’occhio
Cerotto oculare / camera umida: Mantenere l’umidità intorno all’occhio e ridurre la secchezza corneale
Gestione dell’infezione:
In caso di infezione e cellulite orbitaria, si usano colliri antibiotici e antibiotici per via orale (o endovenosa). Nell’ascesso da sutura, la rimozione del filo è il trattamento curativo.
Controllo dell’infiammazione:
Per l’edema congiuntivale postoperatorio (chemosi) e l’infiammazione si possono usare colliri steroidei.
Infezione e cellulite: terapia antibiotica. Se si forma un ascesso, è necessaria l’incisione e il drenaggio.
Ematoma: compressione subito dopo l’intervento. Gli ematomi grandi o i casi con compressione del nervo ottico richiedono un drenaggio urgente.
Ascesso della sutura: negli ascessi della sutura con tecnica sepolta, la rimozione del punto di sutura è il trattamento definitivo.
Sovracorrezione (lagoftalmo): i casi lievi vengono gestiti con osservazione e protezione della superficie oculare. I casi moderati-gravi possono richiedere un intervento correttivo con recessione dell’aponeurosi o innesto cutaneo.
Gestione chirurgica delle complicanze tardive
Ptosi: la rifissazione dell’aponeurosi del muscolo elevatore è il trattamento standard. L’aponeurosi viene risuturata al tarso.
Lagoftalmo: ricostruzione della lamella anteriore con innesto cutaneo o lembo. Nei casi gravi è necessario un innesto cutaneo a tutto spessore.
Hollow eye: iniezione di grasso o di acido ialuronico. Il recupero completo può essere difficile1).
Ectropion: innesto cutaneo della lamella anteriore, riparazione legamentosa e fissazione canthale laterale (tecnica lateral tarsal strip). L’entropion viene trattato con escissione della cicatrice e rimozione delle suture.
Nel lagoftalmo grave (causato da una resezione eccessiva della pelle e del muscolo orbicolare dell’occhio), con il solo trattamento conservativo il danno corneale progredisce. Si eseguono i seguenti interventi correttivi.
Innesto cutaneo (innesto a tutto spessore): si innesta nell’area troppo resecata pelle a tutto spessore prelevata dietro l’orecchio o dalla faccia interna del braccio
Lembo (lembo locale): si usa la pelle adiacente per migliorare il lagoftalmo
Retrazione dell’aponeurosi: nel lagoftalmo causato da ipercorrezione (allargamento della rima palpebrale), l’aponeurosi del sollevatore viene retratta (rilasciata)
Nella ptosi postoperatoria causata da lesione dell’aponeurosi del sollevatore, il trattamento standard è la rificazione dell’aponeurosi del sollevatore. Le estremità sezionate dell’aponeurosi vengono identificate e suturate di nuovo alla placca tarsale (placca palpebrale lassa). È indicata anche per la ptosi secondaria dovuta a retrazione cicatriziale postoperatoria, ma a seconda dell’entità della cicatrice può essere necessario un avanzamento dell’aponeurosi o un intervento di sospensione (metodo frontalis sling).
Per l’incavamento della palpebra superiore (hollow eye) causato da una resezione eccessiva del grasso orbitario si eseguono le seguenti procedure1).
Iniezione di grasso autologo: grasso prelevato dall’addome o dalla coscia viene iniettato nella palpebra superiore. Il tasso di attecchimento varia e possono essere necessarie più iniezioni
Iniezione di acido ialuronico: ha il vantaggio di un effetto immediato, ma l’effetto è temporaneo (circa 6–18 mesi) e sono necessari reinieghi periodici
Trapianto di grasso orbitario: È stata anche segnalata una tecnica che utilizza grasso orbitario prelevato da un’altra sede4)
Occorre spiegare al paziente che il recupero completo può essere difficile in alcuni casi.
QSi può trattare il hollow eye (infossamento della palpebra superiore)?
A
Nel hollow eye causato da un’eccessiva rimozione di grasso orbitario si possono eseguire iniezioni di grasso o di acido ialuronico1). L’iniezione di grasso utilizza tessuto autologo, quindi si può prevedere un risultato naturale, ma la percentuale di attecchimento varia e talvolta sono necessari più trattamenti. L’iniezione di acido ialuronico ha un effetto rapido, ma temporaneo, e richiede reiniezioni periodiche. In alcuni casi il recupero completo può essere difficile e, per prevenzione, la cosa più importante è valutare con attenzione la quantità di grasso da rimuovere al primo intervento.
Per prevenire le complicanze della chirurgia estetica delle palpebre, sono essenziali un’adeguata valutazione oftalmologica preoperatoria e una scelta attenta della tecnica chirurgica.
Valutazione oftalmologica preoperatoria:
Misurazione del MRD-1: Registrare la posizione della palpebra prima dell’intervento e usarla per il confronto dopo l’intervento
Test della funzione del muscolo elevatore: Valutare la funzione in assenza di lesione dell’aponeurosi del muscolo elevatore
Valutazione dell’occhio secco (test di Schirmer e BUT): Identificare l’occhio secco preesistente e la chiusura incompleta delle palpebre. L’occhio secco preoperatorio è un fattore di rischio per un peggioramento dopo l’intervento
Valutazione della chiusura palpebrale: Registrare lo stato di chiusura prima dell’intervento e usarlo come riferimento per il rischio di sovracorrezione
Scelta attenta della tecnica chirurgica:
Valutazione attenta della quantità di pelle da rimuovere: mantenere al minimo la resezione del muscolo orbicolare dell’occhio e della pelle, ed evitare un’eccessiva resezione
Limitare la quantità di grasso da rimuovere: la resezione eccessiva del grasso orbitario è la causa principale dell’occhio infossato, quindi la quantità rimossa deve essere prudente
Valutare le indicazioni della tecnica con sutura nascosta rispetto alla tecnica con incisione: scegliere la tecnica appropriata in base al grado di lassità cutanea e alle condizioni della placca tarsale
Consenso informato:
Prima dell’intervento, è necessario spiegare adeguatamente il rischio di complicanze (chiusura incompleta delle palpebre, ptosi, occhio infossato, ecc.). In particolare, nei pazienti con occhio secco, il rischio di peggioramento dopo l’intervento è più elevato e talvolta si inizia un trattamento con colliri già prima dell’intervento 2).
Collaborazione tra chirurgia estetica e oftalmologia/chirurgia oculoplastica:
È auspicabile che le strutture di chirurgia estetica abbiano un sistema di collaborazione con oftalmologia o chirurgia oculoplastica in grado di eseguire la valutazione oculare e gestire le complicanze. Se si verifica una complicanza, deve essere previsto un sistema di invio appropriato all’oftalmologia o alla chirurgia oculoplastica.
7. Fisiopatologia e meccanismo dettagliato di insorgenza
Il muscolo elevatore della palpebra superiore si inserisce sulla placca tarsale tramite l’aponeurosi dell’elevatore (levator aponeurosis) ed è responsabile dell’apertura dell’occhio. Nella chirurgia estetica delle palpebre, soprattutto nella blefaroplastica con incisione, questa parte aponeurotica può essere direttamente danneggiata dalle manovre chirurgiche.
Lesione diretta: sezione o assottigliamento dell’aponeurosi da parte di bisturi o elettrocauterio
Contrattura cicatriziale secondaria: infiammazione postoperatoria→formazione di cicatrice→contrattura cicatriziale dell’aponeurosi→rottura e disfunzione dell’aponeurosi
Edema/ematoma del muscolo elevatore: il gonfiore postoperatorio può ridurre temporaneamente la funzione dell’elevatore e, dopo la guarigione, può rimanere una cicatrice
La ptosi postoperatoria è stata segnalata come complicanza della blepharoplasty ed è più probabile che si verifichi dopo la chirurgia della palpebra superiore2).
La chiusura delle palpebre richiede la forza di contrazione del muscolo orbicolare dell’occhio e una quantità sufficiente della lamella anteriore (cute e muscolo orbicolare dell’occhio).
Asportazione eccessiva della cute e del muscolo orbicolare dell’occhio: la quantità di tessuto della lamella anteriore necessaria per chiudere le palpebre diventa insufficiente. Ciò accade soprattutto quando nella chirurgia incisionale viene rimossa troppa cute
Contrattura cicatriziale: la cicatrice postoperatoria tira la palpebra verso l’alto e provoca un’incapacità fisica di chiudere l’occhio
Ectropion associato: l’ectropion che insorge dopo un’asportazione eccessiva della lamella anteriore peggiora ulteriormente l’incapacità di chiudere l’occhio
Il lagoftalmo → rottura del film lacrimale → secchezza corneale → danno epiteliale (cheratopatia puntata superficiale) → difetto epiteliale → infezione → ulcera corneale può progredire in questo ordine2).
Meccanismo dell’hollow eye (incavo della palpebra superiore)
Il grasso post-settale e il grasso pre-settale della palpebra superiore le conferiscono un volume abbondante. Se questo grasso orbitario viene rimosso eccessivamente:
Incavo della palpebra superiore (hollow eyelid): problema estetico in cui la palpebra appare profondamente infossata vista frontalmente
Enoftalmo: il bulbo oculare viene retratto posteriormente a causa della riduzione del volume orbitario (simile a enophthalmos)
La misura preventiva più importante è valutare correttamente la quantità di grasso da rimuovere durante il primo intervento, perché correggere dopo una resezione eccessiva è difficile4).
L’ectropion si verifica quando una resezione eccessiva e la contrattura cicatriziale della lamella anteriore (cute e muscolo orbicolare dell’occhio) creano una forza di trazione verso l’esterno.
Contrattura cicatriziale della cute: una cicatrice verticale esercita tensione verso l’esterno
Rimozione eccessiva di tessuto in senso orizzontale: se viene rimossa troppa cute in orizzontale, si genera una trazione verso l’ectropion
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