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Cornea e occhio esterno

Manifestazioni oculari del linfoma cutaneo a cellule T (Ocular Manifestations of CTCL)

1. Sintomi oculari del linfoma cutaneo a cellule T

Sezione intitolata “1. Sintomi oculari del linfoma cutaneo a cellule T”

Il linfoma cutaneo a cellule T (LCCT) è un gruppo di linfomi non Hodgkin in cui linfociti T maligni infiltrano la pelle. Costituisce circa il 4% di tutti i linfomi non Hodgkin e colpisce il doppio degli uomini. L’età media di insorgenza è 50-60 anni.

Il sottotipo più comune è la micosi fungoide (MF), che rappresenta il 60% dei casi di LCCT1). La sindrome di Sézary (SS) è una variante aggressiva della MF, che costituisce il 5% dei casi, caratterizzata dalla triade: eritrodermia, linfoadenopatia e cellule di Sézary nel sangue.

Il LCCT si presenta come macule eritematose, placche e tumori, con prurito, desquamazione e ulcerazione. Spesso ha un decorso cronico e di basso grado con remissioni e recidive1). La MF precoce assomiglia alla dermatite atopica o alla psoriasi, rendendo difficile la diagnosi precoce1).

Solo circa il 2% dei pazienti con LCCT presenta anomalie oculari, ma negli stadi avanzati sono state riportate lesioni palpebrali e periorbitali. I sintomi oculari includono blefarocongiuntivite seborroica, ectropion cicatriziale, meibomite, calazio e perdita di ciglia.

Q Qual è la differenza tra micosi fungoide (MF) e sindrome di Sézary (SS)?
A

La micosi fungoide (MF) è il sottotipo più comune, rappresentando il 60% dei LCCT, iniziando con macule e placche eritematose sulla pelle, progredendo poi in tumori o eritrodermia1). La sindrome di Sézary (SS) è una variante aggressiva della MF, caratterizzata dalla triade: eritrodermia, linfoadenopatia e cellule di Sézary (linfociti T atipici con nuclei cerebriformi) nel sangue. La SS ha un decorso clinico più aggressivo.

Immagine delle manifestazioni oculari del linfoma cutaneo a cellule T
Immagine delle manifestazioni oculari del linfoma cutaneo a cellule T
Sultan S Aldrees, Pablo Zoroquiain, Sarah A Alghamdi, Patrick T Logan, et al. Conjunctival Involvement of T-Cell Lymphoma in a Patient with Mycosis Fungoides 2016 Feb 18 Case Rep Ophthalmol Med. 2016 Feb 18; 2016:4786498 Figure 1. PMCID: PMC4775785. License: CC BY.
Immagine con lampada a fessura dell’occhio destro. (a) Tumore carnoso rossastro che interessa gran parte della congiuntiva, particolarmente evidente nella parte inferiore. (b) Dopo il trattamento, la lesione è notevolmente ridotta. Notare la cicatrice del sito di biopsia (freccia).
  • Sensazione di irritazione oculare : dovuta a infiammazione palpebrale e alterazioni cutanee
  • Iperemia : correlata a congiuntivite o meibomite
  • Lacrimazione : causata da chiusura incompleta delle palpebre per ectropion cicatriziale
  • Riduzione dell’acuità visiva : associata a esposizione corneale o ulcera nei casi gravi
  • Prurito : associato a lesioni cutanee palpebrali

Sintomi oculari frequenti

Blefarocongiuntivite seborroica : sintomo oculare più comune nel CTCL. Infiammazione e desquamazione del bordo palpebrale.

Ectropion cicatriziale : cicatrizzazione della lamella anteriore dovuta a infiammazione cronica e alterazioni degenerative. Il bordo della palpebra inferiore si rovescia verso l’esterno. Reperti suggestivi di sindrome di Sézary.

Meibomite : ostruzione infiammatoria delle ghiandole di Meibomio. Si presenta come lesione infiammatoria palpebrale.

Altri sintomi oculari

Calazio : massa palpebrale dovuta a ostruzione di una ghiandola di Meibomio o di Zeis. Può essere ricorrente.

Madarosi : riflette infiltrazione tumorale o grave infiammazione del bordo palpebrale. Segno importante per sospettare una neoplasia maligna.

Placca e tumore palpebrale: si presentano come ispessimento diffuso, edema e alterazioni simili alla poichilodermia.

Nei pazienti con CTCL in fase iniziale, le lesioni palpebrali possono imitare una dermatite benigna. È stato riportato che il CTCL tende a localizzarsi in siti di precedenti traumi o cicatrici chirurgiche, il che può peggiorare le cicatrici e portare a ectropion.

È stato riportato anche un caso di linfoma a cellule T periferico il cui unico sintomo iniziale era una lesione della congiuntiva bulbare.

Q Con quale frequenza si verificano i sintomi oculari del CTCL?
A

In uno studio retrospettivo di 15 anni, solo circa il 2% dei pazienti con CTCL presentava almeno un’anomalia oftalmologica attribuibile alla malattia. Tuttavia, negli stadi avanzati, la frequenza delle lesioni palpebrali e periorbitali aumenta. I sintomi oculari sono spesso trascurati; in caso di blefarite persistente o lesioni palpebrali resistenti al trattamento, si deve considerare la possibilità di CTCL.

L’esatta eziologia del CTCL è sconosciuta, ma si ipotizza il coinvolgimento di predisposizione genetica, fattori ambientali e infezioni virali. La disregolazione della funzione delle cellule T e dei meccanismi di sorveglianza immunitaria è alla base della malattia.

Nelle fasi iniziali, le cellule Th1 e le cellule CD8-positive sopprimono la proliferazione delle cellule CD4-positive maligne. Nelle fasi avanzate, un difetto nella segnalazione Th1 e una diminuzione delle cellule regolatorie portano alla proliferazione delle cellule T maligne, e la risposta immunitaria di tipo Th2 diventa predominante.

  • Età: picco tra 50 e 60 anni
  • Sesso: due volte più comune negli uomini
  • Disregolazione immunitaria: rottura della sorveglianza immunitaria
  • Valutazione clinica: verificare la presenza di eritema, placche, ispessimento diffuso e perdita di ciglia palpebrali
  • Esame con lampada a fessura: valutare congiuntivite, meibomite ed esposizione corneale
  • Esame del fondo oculare: verificare la presenza di infiltrazione intraoculare
  • Biopsia cutanea ed esame istopatologico: rilevamento di linfociti T atipici con nuclei cerebriformi CD4-positivi, epidermotropismo e microascessi di Pautrier1)
  • Immunofenotipizzazione: analisi dei marcatori di superficie dei linfociti T
  • Esame di biologia molecolare: identificazione di un riarrangiamento monoclonale del gene del recettore delle cellule T
  • Stadiazione clinica: strumenti di punteggio come mSWAT, CLIPi
  • Linfoma MALT congiuntivale
  • Carcinoma squamocellulare congiuntivale
  • Blefarite cronica
  • Manifestazioni oculari di dermatite atopica e psoriasi
  • Sarcoidosi
  • Cheratocongiuntivite infettiva
  • Pulizia delle palpebre : impacchi caldi per 5-10 minuti, massaggio del bordo palpebrale 2-3 volte a settimana, pulizia con shampoo per bambini
  • Pomata antibiotica locale : eritromicina o bacitracina per 4-8 settimane
  • Antibiotici orali : tetracicline o macrolidi. Aggiunti se il trattamento conservativo è insufficiente.

La riparazione chirurgica è il trattamento principale.

Tecnica chirurgicaCaratteristiche
Z-plasticaTecnica di base per il rilascio cicatriziale
Innesto cutaneo a tutto spessoreAllungamento del foglietto anteriore
Resezione della lamina tarsale lateraleCorrezione della lassità palpebrale

È presa in considerazione anche la correzione non chirurgica mediante iniezione di acido ialuronico. Questa tecnica stira la pelle adesa e corregge l’accorciamento della lamella anteriore, con un effetto che dura 12-18 mesi.

  • Impacchi caldi e igiene palpebrale : gestione di base
  • Sondaggio delle ghiandole di Meibomio : dilatazione meccanica dell’orifizio e del dotto
  • LipiFlow : risoluzione delle ostruzioni delle ghiandole di Meibomio tramite impulsi termici
  • Intervento per calazio : iniezione intralesionale di triamcinolone (tasso di risoluzione fino al 94%) o incisione e curettage

Trattamento sistemico del linfoma cutaneo a cellule T (LCCT)

Sezione intitolata “Trattamento sistemico del linfoma cutaneo a cellule T (LCCT)”
  • Fotochemioterapia (PUVA) : l’irradiazione UV è considerata il trattamento più efficace1)
  • Trattamento locale : corticosteroidi topici, mostarda azotata topica, bexarotene topico1)
  • Chemioterapia sistemica : metotrexato, micofenolato mofetile, ecc.
  • Agenti biologici : mogamulizumab (target CCR4), brentuximab vedotin (target CD30)1)
Q Come si tratta l'ectropion cicatriziale?
A

Il trattamento dell’ectropion cicatriziale è principalmente chirurgico. Combina la liberazione delle cicatrici mediante plastica a Z, lembo miocutaneo o innesto cutaneo a tutto spessore, con la correzione della lassità palpebrale tramite la tecnica della striscia tarsale laterale. Come approccio non chirurgico è stata riportata anche l’iniezione di filler a base di acido ialuronico. Corregge l’accorciamento della lamella anteriore mediante stiramento della pelle adesa, con una durata d’effetto prevista di 12-18 mesi. Tuttavia, in caso di CTCL sottostante, le lesioni palpebrali possono migliorare con il trattamento sistemico, quindi è importante una decisione terapeutica multidisciplinare.

Il CTCL è una patologia multifattoriale in cui fattori genetici, epigenetici e immunologici contribuiscono alla proliferazione clonale dei linfociti T maligni. Nella fase iniziale, le cellule Th1 benigne e le cellule CD8-positive sopprimono la proliferazione delle poche cellule CD4-positive maligne.

Nella fase avanzata, un difetto nella segnalazione Th1 e una diminuzione delle cellule regolatorie benigne accelerano la proliferazione dei linfociti T maligni. La risposta immunitaria di tipo Th2 diventa predominante, con riduzione dei linfociti T sani e delle cellule NK, e rottura del meccanismo di sorveglianza immunitaria.

L’infiltrazione di linfociti T maligni nelle palpebre provoca un’infiammazione cronica, portando a blefarocongiuntivite seborroica e meibomite. La cicatrizzazione e le alterazioni degenerative della lamella anteriore dovute all’infiammazione cronica sono la causa dell’ectropion cicatriziale.

È stato riportato che il CTCL tende a localizzarsi in siti di precedenti traumi o cicatrici chirurgiche, il che può aggravare le cicatrici esistenti e favorire l’ectropion. La perdita delle ciglia riflette l’infiltrazione tumorale del margine palpebrale o la distruzione follicolare dovuta a grave infiammazione.

Il CTCL ha generalmente un decorso cronico e di basso grado, ma la resistenza al trattamento è problematica 1). Le recidive si verificano nella maggior parte dei casi 1). I sintomi oculari possono migliorare con il trattamento sistemico, ma se trascurati, esiste il rischio di esposizione corneale, ulcera e perdita della vista a causa dell’ectropion cicatriziale.

La diagnosi precoce e la gestione da parte di un team multidisciplinare portano ai migliori risultati oftalmologici.

  1. Ojeaburu L, Larsen T. Mycosis Fungoides. Brown Hospital Medicine. 2023;2(4). doi:10.56305/001c.85106.
  2. Day A, Abramson AK, Patel M, Warren RB, Menter MA. The spectrum of oculocutaneous disease: Part II. Neoplastic and drug-related causes of oculocutaneous disease. J Am Acad Dermatol. 2014;70(5):821.e1-19. PMID: 24742849.
  3. Meekins B, Proia AD, Klintworth GK. Cutaneous T-cell lymphoma presenting as a rapidly enlarging ocular adnexal tumor. Ophthalmology. 1985;92(9):1288-93. PMID: 3877264.

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