L’emicrania è un tipo di cefalea vascolare, una malattia cefalalgica parossistica causata dalla dilatazione dei rami dell’arteria carotide esterna. Si manifesta con cefalea pulsante ricorrente e si divide in due grandi categorie: con e senza aura. Lo scintillio scotoma è il rappresentante tipico dell’aura visiva che precede l’emicrania; classicamente è stato descritto come una luce a zigzag causata da vasospasmo e conseguente ischemia transitoria della corteccia visiva occipitale. Attualmente, il meccanismo patogenetico principale è inteso come depressione corticale propagata (CSD) (vedi §6).
Accompagnato da nausea, fotofobia, fonofobia e aura visiva, dura da 4 a 72 ore. Si classifica in episodico (meno di 15 giorni al mese) e cronico (15 o più giorni al mese per 3 mesi consecutivi).
Emicrania emiplegica: aura con debolezza motoria reversibile. Prevalenza 0,01%. Classificata in familiare (mutazioni dei geni CACNA1A, ATP1A2, SCN1A) e sporadica2).
La neuropatia oftalmoplegica dolorosa ricorrente (Recurrent Painful Ophthalmoplegic Neuropathy: RPON), precedentemente chiamata “emicrania oftalmoplegica”, è stata rinominata nell’ICHD-3. Il motivo della ridenominazione è che ha un carattere più demielinizzante e infiammatorio neuropatico che emicranico.
Malattia rara caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea e paralisi dei muscoli oculari omolaterali, con un’incidenza di 0,7 persone per milione. Insorge principalmente nei bambini di età inferiore ai 10 anni, con un’età mediana di esordio riportata di 8 anni. Si osserva anche l’esordio in età adulta; in un’analisi aggregata di 165 casi, l’età media di insorgenza era di 22,1 anni e il 34,2% dei casi aveva un’età ≥18 anni 6). Il nervo oculomotore (III) è il più frequentemente coinvolto, seguito dal nervo abducente (VI) e dal nervo trocleare (IV).
QPerché l'emicrania causa sintomi oculari?
A
Le cause principali sono la depressione corticale propagata (CSD) e il coinvolgimento del sistema trigemino-vascolare. La CSD è un’onda di depolarizzazione neuronale che inizia dalla corteccia visiva occipitale e provoca lo scotoma scintillante. Inoltre, l’attivazione del sistema trigemino-vascolare rilascia sostanze infiammatorie come CGRP e sostanza P, causando vasodilatazione e infiammazione neurogena che portano a fotofobia e cefalea.
Fotofobia (ipersensibilità alla luce): il sintomo oftalmico più comune nei pazienti con emicrania. La luce peggiora il mal di testa. Quasi sempre bilaterale.
Aura visiva (scotoma scintillante): luci tremolanti a zigzag, seghettate o a forma di mezzaluna che si espandono e si spostano dal centro alla periferia del campo visivo. Scompaiono in 20-30 minuti, spesso seguite da cefalea pulsante. Caratteristiche: binoculare e omonima. Oltre il 90% dei casi con aura presenta aura visiva.
Frequenza degli attacchi: varia da 1 volta al mese a 2 volte a settimana. Il dolore raggiunge il picco in 1-2 ore, spesso accompagnato da nausea e vomito.
Persistenza visiva (palinopsia): l’immagine residua di un oggetto scomparso dal campo visivo persiste. Si osserva spesso nell’emicrania con aura.
Neve visiva: piccole particelle simili a neve di un televisore si diffondono su tutto il campo visivo. Può durare per anni. Il 60% dei pazienti con sindrome da neve visiva (VSS) presenta anche emicrania.
Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (AIWS): micropsia, macropsia e alterazione della percezione del proprio corpo. Più comune nei maschi di 5-14 anni e nelle femmine di 16-18 anni.
Dilatazione pupillare unilaterale benigna parossistica (BEUM): associata a visione offuscata intermittente e sensazione di “testa confusa”.
QQual è la differenza tra lo scotoma scintillante e l'amaurosi fugace?
A
Le principali differenze sono tre: la natura del sintomo visivo, l’unilateralità dell’occhio e la durata. Lo scotoma scintillante è un sintomo positivo di luce a zigzag, bilaterale, che dura 20-30 minuti (massimo 60 minuti). L’amaurosi fugace è un sintomo negativo di oscuramento o ingrigimento, unilaterale, che scompare in breve tempo (1-5 minuti, massimo 10 minuti). L’amaurosi fugace può essere causata da embolia dell’arteria carotide o dell’arteria oftalmica e non deve essere trascurata.
Di seguito sono riportati i reperti clinici per ciascun sottotipo che presenta segni oftalmici.
Emicrania retinica
Perdita visiva monoculare: riduzione o perdita reversibile della vista in un occhio.
Scotoma: scotoma a forma di ‘C’, colorato, scintillante e in espansione. La diagnosi richiede almeno 2 episodi.
Esclusione di TMVL: è necessario differenziare sempre da cause gravi (arterite, embolia).
Emicrania emiplegica
Debolezza motoria: paralisi motoria reversibile unilaterale che si presenta come aura.
Aura varia: accompagnata da sintomi visivi, sensoriali e del linguaggio. Ogni sintomo dura da 5 a 60 minuti.
Criteri ICHD-3: si sviluppa in almeno 5 minuti, con cefalea che accompagna l’aura o la segue entro 60 minuti2).
RPON (Neuropatia Oftalmoplegica)
III nervo cranico: Il nervo oculomotore è il più colpito (nei bambini). Ptosi, disturbi della motilità oculare, midriasi.
Risonanza magnetica: Nella fase acuta si osserva un potenziamento contrastografico localizzato e un ispessimento del nervo oculomotore. In una revisione di 52 casi, il potenziamento del III nervo alla RM è stato riportato nel 75% e la tumefazione del nervo nel 76% 6).
Recidiva: Sono necessari due o più episodi per una diagnosi definitiva. In alcuni casi, il recupero diventa incompleto dopo episodi ripetuti 9).
Emicrania basilare
Sintomi del tronco encefalico: vertigini, disartria, atassia, acufeni, ipoacusia.
Diplopia: può essere accompagnata da parestesie bilaterali o alterazione della coscienza come aura tipica.
Sincope: nei casi gravi può verificarsi una perdita di coscienza transitoria.
Cefalea: unilaterale, più intensa nella regione periorbitaria e retroorbitaria. Di solito dura da alcuni giorni a una settimana, tendendo a essere più lunga dell’emicrania tipica (meno di 72 ore). Non deve necessariamente essere simile all’emicrania (criteri ICHD-III). Fino a un terzo dei pazienti non presenta le caratteristiche classiche dell’emicrania.
Sintomi associati: fotofobia 65%, nausea 66%, vomito 69% (revisione sistematica di Gelfand et al.).
Diplopia e ptosi palpebrale: compaiono con l’insorgenza della paralisi dei muscoli oculari.
Assenza di aura: non sono riportate aure visive, sensoriali o del linguaggio, un importante elemento di differenziazione dall’emicrania tipica.
Dall’insorgenza del mal di testa alla comparsa della paralisi dei muscoli oculari intercorre un intervallo che va da immediato fino a un massimo di 14 giorni. La paralisi oculomotoria di solito si risolve spontaneamente in 2 settimane-3 mesi, ma in alcuni casi dopo attacchi ricorrenti il recupero è incompleto. Nei casi con recidive di lunga data, nel 54% si verifica una paralisi oculomotoria persistente9).
Nervo oculomotore (III)
Ptosi palpebrale: caduta della palpebra superiore per paralisi del muscolo elevatore.
Limitazione dei movimenti oculari: limitazione dell’adduzione, dell’elevazione e dell’abbassamento.
Midriasi e ridotto riflesso pupillare alla luce: frequente coinvolgimento delle fibre pupillari. Tuttavia, in una revisione di 39 casi di McMillian et al., la pupilla era risparmiata nel 23%.
Nonpharmacologic Management of Recurrent Painful Ophthalmoplegic Neuropathy: A Case Report. Cureus. 2025 May 28; 17(5):e84387. Figure 2. PMCID: PMC12178448. License: CC BY.
Attempting leftward gaze. The left eye remains fixed in neutral due to left cranial nerve VI (abducens) palsy, while the right eye fully adducts. Image obtained and shown with patient consent. Arrow added for emphasis
Fattori genetici: nell’emicrania emiplegica familiare si riscontrano mutazioni dei geni CACNA1A, ATP1A2 e SCN1A (eredità autosomica dominante) 2).
Rischio di ictus: l’emicrania con aura è un fattore di rischio per l’ictus. Il rischio è particolarmente elevato nelle donne di età inferiore a 45 anni che usano contraccettivi orali e fumano.
L’ubrogepant è un farmaco orale per il trattamento acuto approvato dalla FDA nel 2019. Può essere utilizzato indipendentemente dalla presenza o meno di aura 1). L’atogepant è in fase di sviluppo come farmaco orale per la prevenzione.
Tonabersat e terapie mirate ai canali del potassio
Il tonabersat è una nuova molecola della classe dei benzopirani che inibisce la comunicazione tramite giunzioni gap tra cellule gliali e neuroni, sopprimendo la CSD. In uno studio RCT su 39 pazienti (Goadsby et al. 2009) si è dimostrato efficace nella prevenzione dell’emicrania con aura, ma al momento non è approvato dalla FDA 1).
Le mutazioni del canale del potassio a due pori (TREK) causano un’alterazione della regolazione del potenziale di membrana a riposo, portando a ipereccitabilità neuronale. Sono in corso studi terapeutici mirati all’attivazione o all’inibizione di TREK1).
Takemoto et al. (2021) hanno riportato il caso di una ragazza di 14 anni con aumento della pressione intraoculare indotto da steroidi, in cui la somministrazione di collirio a base di maleato di timololo allo 0,5% ha portato a un marcato miglioramento della diplopia in pochi giorni e alla completa scomparsa di ptosi palpebrale e disturbi della motilità oculare8). Si ipotizza che il timololo topico possa aver esercitato un effetto sulla RPON attraverso l’inibizione mediata da neuropeptidi del sistema trigemino-vascolare. È possibile che i beta-bloccanti topici siano efficaci anche in assenza di aumento della pressione intraoculare, e sono attesi futuri studi esplorativi.
Koo et al. (2024), basandosi sull’analisi pool di Liu et al., hanno proposto criteri diagnostici modificati per l’attuale ICHD-III: “almeno due attacchi di cefalea unilaterale (quasi contemporanei o fino a 15 giorni prima della paralisi oculomotoria)” + “segni clinici di paralisi dei nervi cranici o potenziamento alla RM” 6). Il dibattito per includere casi ad esordio in età adulta o atipici è in corso.
Castillo-Guerrero et al. (2024) hanno riportato un caso di emicrania oftalmoplegica interna in gravidanza (midriasi bilaterale senza paralisi dei muscoli oculari estrinseci) 7). È stata osservata una remissione spontanea al quinto giorno postpartum, suggerendo un possibile ruolo dei cambiamenti ormonali e fisiologici nell’insorgenza.
È stata riportata un’associazione con la sindrome da anticorpi anti-GQ1b; nei casi recidivanti che rispondono rapidamente agli steroidi, si raccomanda la ricerca di una sindrome da anticorpi anti-GQ1b atipica 5). Inoltre, la valutazione della compressione neurovascolare mediante angiografia RM ad alta risoluzione sta acquisendo importanza nella diagnosi di RPON pediatrica, e la compressione del punto di uscita del nervo oculomotore da parte dell’arteria cerebrale posteriore è stata confermata in alcuni casi 10).
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