Risultati dell'analisi topografica corneale
Appiattimento inferiore (inferior steepening): Rapporto I/S ≥ 1,2
Aumento del potere corneale: >46 D suggerisce ectasia
Pattern asimmetrico: Assi radiali obliqui >21°
L’ectasia dopo chirurgia refrattiva (cheratectasia iatrogena / ectasia post-chirurgia refrattiva) è una condizione in cui lo stroma corneale si assottiglia progressivamente ed eccentricamente dopo interventi di chirurgia refrattiva come LASIK, PRK o SMILE, con un aumento della curvatura delle superfici anteriore e posteriore. È considerata una delle complicanze più gravi della chirurgia refrattiva ed è elencata come complicanza postoperatoria ⑦ della chirurgia con laser ad eccimeri nelle linee guida per la chirurgia refrattiva (8ª edizione) 1).
È irreversibile e riduce significativamente sia l’acuità visiva non corretta che quella corretta con occhiali. Se viene confermata la progressione, un intervento precoce influenza la prognosi.
Il rischio di ectasia varia notevolmente a seconda del tipo di intervento chirurgico.
| Tipo di intervento | Prevalenza (per 100.000 occhi) | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| LASIK | circa 90 | La creazione del flap riduce la biomeccanica corneale. Rischio più elevato |
| PRK | circa 20 | Nessun flap. Rischio circa 1/4 di quello del LASIK |
| SMILE | circa 11 | Il cappuccio potrebbe contribuire in una certa misura alla resistenza corneale2) |
Il tasso di incidenza del LASIK è circa 4,5 volte superiore a quello del PRK3). Tuttavia, il periodo di follow-up dopo l’approvazione del SMILE è breve, con possibile sottostima3). Inoltre, si stima che fino al 6% dei candidati alla chirurgia refrattiva presenti una malattia ectasica subclinica, e l’accuratezza dello screening preoperatorio influenza il tasso di incidenza.
Il SMILE è associato a un tasso di ectasia inferiore rispetto al LASIK (11 vs 90 per 100.000 occhi)3), ma il rischio non scompare. È stato suggerito che il cappuccio del SMILE potrebbe contribuire in una certa misura alla resistenza corneale2), ma il periodo di follow-up è ancora breve, sollevando preoccupazioni per una sottostima del tasso di incidenza a lungo termine. L’ectasia corneale è elencata anche come complicanza postoperatoria del SMILE1), e lo screening preoperatorio con il rispetto delle soglie di sicurezza è obbligatorio.
La misura preventiva più importante per l’ectasia è una valutazione approfondita del rischio prima dell’intervento.
| Fattore di rischio | Dettagli |
|---|---|
| Cheratocono (inclusa forma frusta) | Fattore più importante. Controindicazione esplicita nell’8ª edizione delle linee guida1) |
| Carenza di RST (letto stromale residuo) | RST <280μm: rischio fortemente aumentato. RST <250μm: controindicato2) |
| Indice LT elevato | Rapporto spessore massimo di resezione/spessore corneale centrale (LT/CCT) >28%: rischio aumentato2) |
| PTA elevato | Tasso di variazione tissutale ≥40%: significativamente associato al rischio di ectasia post-LASIK4) |
| Giovane età | Meno di 34 anni. Sotto i 18 anni la cornea non è stabile e la progressione è rapida |
| Elevata miopia | Richiede un’ablazione estesa, il letto stromale residuo può essere insufficiente |
| Abitudine di strofinarsi gli occhi | Unico fattore di stile di vita confermato associato alla progressione |
Le linee guida internazionali basate sull’evidenza per la chirurgia di cross-linking corneale raccomandano le seguenti soglie di sicurezza 2).
| Indicatore | Criterio di sicurezza | Criterio di esclusione |
|---|---|---|
| RST (letto stromale residuo) | ≥280 μm | <250 μm (non consentito anche dopo aver considerato l’errore di misurazione) |
| Indice LT (rapporto LT/CCT) | ≤28% | >28% |
| PTA (tasso di cambiamento tissutale) *LASIK | <40% | ≥40% |
In SMILE (KLEx), l’interpretazione del calcolo della PTA è diversa da quella del LASIK. Poiché il cappuccio contribuisce alla resistenza strutturale della cornea, a differenza del lembo, l’applicazione diretta della soglia PTA basata sul LASIK è discutibile 2).
L’analisi della morfologia corneale o la RST da sole non superano il 70% di sensibilità nel predire l’ectasia postoperatoria 2). Il TBI (indice tomografico e biomeccanico, SUCRA 96,2), il CBI (indice biomeccanico di Corvis, SUCRA 83,8) e il CRF (SUCRA 66,4) sono utili per la diagnosi precoce del cheratocono 2). Si raccomanda una valutazione completa della morfologia e della biomeccanica corneale.
Diversi mesi o anni dopo l’intervento compaiono i seguenti sintomi. Sono tutti caratterizzati da progressione.
Risultati dell'analisi topografica corneale
Appiattimento inferiore (inferior steepening): Rapporto I/S ≥ 1,2
Aumento del potere corneale: >46 D suggerisce ectasia
Pattern asimmetrico: Assi radiali obliqui >21°
Risultati della tomografia corneale
Elevazione posteriore aumentata: La protrusione anteriore della superficie posteriore della cornea è un cambiamento precoce
Eccentricità del punto più sottile: Eccentricità nella mappa dello spessore corneale
Aumento del valore BAD-D: Sospetto di ectasia se >1,65
Risultati della lampada a fessura
Anello di Fleischer: Deposito di ferro intraepiteliale alla base del cono
Strie di Vogt: pieghe della membrana di Descemet
Cicatrice all’apice corneale: compare nei casi avanzati
L’ectasia postoperatoria e il cheratocono spontaneo presentano somiglianze nella forma corneale e nei reperti clinici, ma la presenza o l’assenza di una storia di chirurgia refrattiva è la chiave per la diagnosi differenziale. I casi in cui è stato eseguito un intervento per sospetto cheratocono e l’ectasia si è manifestata dopo l’operazione, così come l’ectasia postoperatoria su cornea normale, presentano una certa continuità fisiopatologica6).
Per la diagnosi differenziale è importante verificare il referto operatorio (spessore del flap, profondità di resezione, RST postoperatorio).
L’ectasia corneale è una condizione iatrogena dopo chirurgia refrattiva, mentre il cheratocono è una malattia degenerativa spontanea. Tuttavia, le loro caratteristiche cliniche (assottigliamento corneale, ripidità, astigmatismo irregolare) e il meccanismo patogenetico (rottura della biomeccanica corneale) sono essenzialmente simili, e molti casi di cheratocono frusto si manifestano dopo insulto chirurgico 6). La diagnosi differenziale si basa sulla storia di chirurgia e sulla verifica dei dati preoperatori.
La strategia terapeutica dell’ectasia si basa su due pilastri: ① arresto della progressione e ② correzione e recupero della funzione visiva. Un intervento precoce al momento della conferma della progressione è cruciale per preservare la funzione visiva.
| Trattamento | Indicazione | Obiettivo |
|---|---|---|
| Cross-linking corneale (CXL) | Alla conferma della progressione, prima scelta | Arresto della progressione (rafforzamento dei legami crociati del collagene) |
| Lenti a contatto rigide (RGP) | In caso di astigmatismo irregolare grave | Correzione della funzione visiva |
| Anello intracorneale (ICRS) | Ectasia moderata | Riduzione dell’astigmatismo irregolare |
| CXL + PRK guidata dalla topografia | Ectasia avanzata | Correzione simultanea dell’astigmatismo irregolare e arresto della progressione |
| CXL + ICRS | Ectasia da moderata a grave | Approccio combinato |
| Cheratoplastica perforante (PKP) | Casi avanzati con opacità corneale | Ultima risorsa |
| Cheratoplastica lamellare profonda (DALK) | Casi con funzione endoteliale preservata | Alternativa alla PKP (preservazione endoteliale) |
È il trattamento di prima linea per l’ectasia progressiva confermata. Dopo instillazione di riboflavina allo 0,1%, si applica irradiazione con ultravioletti A (3 mW/cm²) per rafforzare i legami crociati tra i collageni corneali, stabilizzando strutturalmente la cornea. Oltre al metodo standard (protocollo di Dresda), esistono metodi accelerati e metodi a tasca. Dopo CXL, la progressione si arresta nella maggior parte dei casi e si può ottenere un lieve appiattimento corneale.
Nei pazienti ad alto rischio (preadolescenti, giovani adulti, ecc.), si raccomanda di considerare un CXL precoce senza attendere un ulteriore calo visivo.
È il pilastro della correzione visiva per il calo dell’acuità visiva corretta dovuto ad astigmatismo corneale irregolare. Formando un menisco lacrimale sulla superficie posteriore della lente, corregge otticamente l’astigmatismo irregolare. È efficace per ectasie di grado moderato e consente a molti pazienti di mantenere la funzione visiva quotidiana. Un buon centraggio e un buon movimento della lente sono importanti.
Nei casi avanzati con opacità e cicatrici corneali, quando la correzione con lenti a contatto non è possibile, si considera il trapianto di cornea. La cheratoplastica perforante (PKP) è lo standard tradizionale, ma se l’endotelio è normale, la cheratoplastica lamellare profonda (DALK) che preserva l’endotelio è un’opzione.
Con i trattamenti attuali, la «guarigione» (recupero della forma corneale originale) è difficile, ma è possibile arrestare la progressione mediante cross-linking corneale (CXL). Dopo CXL, in molti casi la forma della cornea si stabilizza e la correzione visiva con lenti a contatto o occhiali può continuare. Anche nei casi avanzati, si può ottenere un miglioramento dell’astigmatismo irregolare combinando CXL con PRK topoguidata o anelli intracorneali (ICRS). Come ultima risorsa, il trapianto di cornea può ripristinare la funzione visiva.
L’ectasia post-chirurgia refrattiva è dovuta a una rottura della biomeccanica corneale causata dall’insulto chirurgico.
Spesso una sottile fragilità biomeccanica corneale (cheratocono frusto o subclinico) non rilevata prima dell’intervento si manifesta dopo l’insulto chirurgico. Il caso di ectasia dopo LASIK su cheratocono frusto riportato per la prima volta da Seiler et al. nel 1998 ne è un esempio rappresentativo6).
Lo spostamento anteriore dell’elevazione della superficie posteriore corneale è riconosciuto come segno precoce di ectasia. In alcuni casi la superficie posteriore cambia prima di quella anteriore, rendendo la tomografia con valutazione posteriore essenziale per la diagnosi precoce.
Il modello matematico di Reinstein ha quantificato la resistenza alla trazione relativa della cornea per PRK, LASIK e SMILE 7). SMILE preserva lo stroma anteriore rispetto a LASIK, mantenendo quindi una maggiore resistenza corneale per una correzione equivalente. Si ritiene che questa differenza strutturale sia correlata al basso tasso di ectasia osservato con SMILE.