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Neuro-oftalmologia

Segni oculistici dell'epilessia

1. Quali sono i segni oftalmologici dell’epilessia?

Sezione intitolata “1. Quali sono i segni oftalmologici dell’epilessia?”

L’epilessia è un gruppo di malattie caratterizzate da crisi ricorrenti non provocate dovute a un’attività cerebrale ipersincrona anomala. Secondo la classificazione del 2017 della Lega Internazionale contro l’Epilessia (ILAE), le crisi sono suddivise in tre tipi: focali, generalizzate e a esordio sconosciuto. I tipi di epilessia sono ulteriormente classificati in quattro categorie: focale, generalizzata, combinata e indeterminata.

I criteri diagnostici clinici sono il soddisfacimento di uno dei seguenti:

  • Due o più crisi non provocate a distanza di oltre 24 ore.
  • Un singolo attacco non provocato con rischio futuro di crisi
  • Diagnosi delle sindromi epilettiche

L’epilessia presenta un ampio spettro di sintomi che variano da paziente a paziente. Dal punto di vista oftalmologico, si verificano diversi segni, come allucinazioni visive, illusioni, deficit del campo visivo, deviazione oculare, nistagmo, automatismi palpebrali e mioclonie palpebrali. Questi riflettono la sede del focus epilettico e la via di propagazione delle onde critiche.

  • Allucinazioni visive (visual hallucinations) : si verificano nelle crisi occipitali. Vanno da elementari (lampì, colori, motivi strani) a complesse (persone, animali, scene). Si complicano con la propagazione al lobo temporale.
  • Illusioni percettive (perceptive illusions) : macropsia, micropsia, palinopsia, depersonalizzazione, ecc. Causate da crisi del centro di elaborazione visiva.
  • Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie : include cinetopsia, allucinazioni complesse, mancanza dello schema corporeo, teleopsia, depersonalizzazione ed esperienze extracorporee.
  • Palinopsia (palinopsia) : persistenza di un’immagine visiva dopo la rimozione dello stimolo. Associata a lesioni temporo-occipitali posteriori.
  • Aura (aura) : precede una crisi generalizzata. Frequente nell’epilessia del lobo temporale, include segni motori, sensoriali, autonomici e psichici.
  • Fotosensibilità : si verifica in alcune epilessie riflesse. La stimolazione luminosa riduce l’inibizione GABAergica e scatena le crisi.
Q Quali sono le caratteristiche delle allucinazioni visive durante una crisi epilettica?
A

Vanno da elementi semplici (lampì, colori, motivi strani) ad allucinazioni complesse (persone, animali, scene). Si verificano nelle crisi occipitali e si complicano se l’onda critica si estende al lobo temporale. La durata è di pochi secondi, a differenza dello scotoma scintillante dell’emicrania.

  • Emianopsia omonima : deficit del campo visivo dipendente dal lato della lesione. La quadrantopsia superiore può passare inosservata. Nelle lesioni diffuse aumenta la prevalenza di deficit del campo visivo.
  • Deviazione tonica oculare : dovuta a iperattivazione del campo oculare frontale controlaterale. La propagazione dell’onda critica precede la generalizzazione.
  • Nistagmo epilettico: segno raro ma importante che può verificarsi in crisi focali. Unilaterale e orizzontale, con fase rapida che si allontana dal foco epilettico. Accompagnato da deviazione dello sguardo. Confermato da video-EEG. 1)
  • Mioclonia palpebrale: contrazioni forzate delle palpebre, comprese le sopracciglia.
  • Flutter palpebrale: ammiccamento ripetuto in crisi occipitali, temporali o frontali. Se unilaterale, suggerisce una lesione corticale ipsilaterale.
  • Automatismi: includono ammiccamento ritmico, movimenti di suzione e masticazione.
  • Sguardo fisso: dura 5–20 secondi nelle assenze. Senza convulsioni.

L’eziologia dell’epilessia è classificata dall’ILAE nelle seguenti 6 categorie. Ogni categoria non è mutuamente esclusiva.

Classificazione eziologicaCause rappresentative
GeneticaKCNQ2, SCN1a, CAE, JME, GEFS+
InfettivaTubercolosi, HIV, citomegalovirus
ImmunitarioAnticorpi anti-recettore NMDA, anticorpi anti-LGI1
Strutturale, metabolico, sconosciutoIctus, trauma cranico, malformazione cerebrale, ecc.

I principali fattori di rischio sono ictus, storia familiare di epilessia, trauma cranico e infezioni del SNC.

Il meccanismo centrale dell’epilettogenesi è l’eccitazione e la sincronizzazione eccessiva dei neuroni anomali dovuta a uno squilibrio tra GABA e glutammato.

Q Quali sono i diversi tipi di cause dell'epilessia?
A

L’ILAE classifica le eziologie in sei categorie: strutturale, genetica, infettiva, metabolica, immunitaria e sconosciuta. Non si escludono a vicenda e più eziologie possono coesistere. Esempi di cause genetiche includono KCNQ2 e SCN1a, mentre le cause immunitarie coinvolgono anticorpi anti-recettore NMDA e anti-LGI1.

La diagnosi di epilessia si basa su criteri clinici (vedere la sezione «1. Segni oftalmologici dell’epilessia») e combina i seguenti esami.

  • Esame neurologico : l’anamnesi dettagliata e l’esame neurologico sono fondamentali.
  • Monitoraggio EEG : registra le scariche anomale intercritiche e critiche.
  • Neuroimaging (TC/RM) : utilizzato per identificare lesioni strutturali.
  • Esami del sangue: utilizzati per lo screening di cause metaboliche e infettive.

L’elettroencefalografia video è essenziale per la diagnosi del nistagmo epilettico. La neuroimaging può essere necessaria per identificare lesioni strutturali. La tecnica di fusione EEG-fMRI è studiata come strumento avanzato per migliorare l’accuratezza diagnostica del nistagmo epilettico. 1)

Q Come distinguere le allucinazioni visive epilettiche da quelle dell'emicrania?
A

Lo scotoma scintillante dell’emicrania è causato dalla depressione corticale propagante. Dura da alcune decine di minuti a diverse ore ed è caratterizzato da un pattern che si espande nel campo visivo. Al contrario, le allucinazioni visive epilettiche durano solo pochi secondi. Se il mal di testa persiste come prodromo, ciò suggerisce un’emicrania.

  • Emicrania: accompagnata da scotoma scintillante dovuto a depressione corticale propagante, che dura da alcune decine di minuti a diverse ore. Le allucinazioni visive epilettiche sono brevi, della durata di pochi secondi.
  • Attacco ischemico transitorio (TIA): i sintomi negativi (intorpidimento, perdita monoculare della vista) sono tipici. Le recidive avvengono nell’arco di giorni-settimane. La perdita di coscienza e la marcia jacksoniana sono rare.
  • Ischemia occipitale: causa emianopsia omonima. L’allucinosi peduncolare è inclusa nella diagnosi differenziale.

I FAE vengono scelti in base alla classificazione della sindrome epilettica. I farmaci rappresentativi sono mostrati di seguito.

  • Acido valproico: farmaco ad ampio spettro per l’epilessia generalizzata. È anche la prima scelta per la sialidosi di tipo I.
  • Carbamazepina e oxcarbazepina : utilizzate per l’epilessia focale.
  • Etosuccimide : scelto per le assenze epilettiche.
  • Levetiracetam e lamotrigina : utilizzati per vari tipi di epilessia.

Spesso si adotta una politerapia. Per il nistagmo epilettico, i farmaci AED come valproato, carbamazepina e levetiracetam sono il trattamento principale. In combinazione con monitoraggio EEG e misure di prevenzione delle crisi, il nistagmo scompare con il controllo delle crisi. 1)

  • Stimolazione del nervo vago (VNS) : un dispositivo impiantato nella parte superiore del torace o del collo stimola il nervo vago per sopprimere le crisi. È un’opzione relativamente poco invasiva.
  • Stimolazione corticale focale reattiva : è stato riportato un certo tasso di successo nell’epilessia refrattaria.
  • Cannabidiolo (CBD) : ha mostrato efficacia nel ridurre la frequenza delle crisi come terapia aggiuntiva nell’epilessia farmacoresistente.
Q I farmaci antiepilettici hanno effetti collaterali sugli occhi?
A

Diversi farmaci antiepilettici influenzano il sistema oculomotorio. Sono state riportate paralisi dello sguardo, nistagmo, rallentamento dei movimenti saccadici e anomalie dei movimenti di inseguimento. Ciò si verifica particolarmente con fenitoina e carbamazepina. In caso di sospetti effetti collaterali oculari, è necessario consultare il medico curante.

Meccanismo fondamentale della generazione dell’epilessia

Sezione intitolata “Meccanismo fondamentale della generazione dell’epilessia”

Il fondamento fisiopatologico dell’epilessia è uno squilibrio tra GABA e glutammato. Anomalie della migrazione neuronale, anomalie corticali che causano ipereccitabilità, canali Na⁺/K⁺ mutati e ridotta inibizione GABAergica sono coinvolti in modo complesso. Anche il kindling dell’amigdala, l’atrofia dell’ippocampo temporale e la displasia periventricolare contribuiscono alla patogenesi.

  • Meccanismo del nistagmo epilettico: È causato dalla propagazione delle scariche epilettiche dalla corteccia parieto-occipitale al campo oculare frontale. Ciò attiva un comando di saccade controlaterale, producendo movimenti oculari rapidi involontari nella direzione opposta al focolaio epilettico. 1)
  • Meccanismo della deviazione oculare: dovuto a iperattivazione del campo oculare frontale controlaterale. La propagazione delle onde critiche precede la generalizzazione.
  • Meccanismo di fotosensibilità: La stimolazione luminosa della corteccia occipitale attiva la corteccia epilettogena occipitale, portando a mioclono palpebrale. È coinvolta una riduzione dell’inibizione GABAergica.

Sindromi epilettiche con segni oftalmologici caratteristici

Sezione intitolata “Sindromi epilettiche con segni oftalmologici caratteristici”

Sindrome di Aicardi

Modalità di trasmissione: Recessiva legata all’X. Di solito colpisce solo le femmine (i maschi sono letali in utero).

Triade: Agenesia del corpo calloso, lacune corioretiniche, spasmi infantili.

Segni oftalmologici: Coloboma del nervo ottico, pigmentazione retinica.

Prognosi : con disabilità intellettiva, tasso di sopravvivenza a 14 anni circa il 40%. Successo limitato dei farmaci antiepilettici.

Sindrome MERRF

Eziologia : dovuta a una mutazione della coppia di basi 8334 del DNA mitocondriale.

Sintomi principali : epilessia mioclonica e fibre rosse sfilacciate.

Reperti oculistici : atrofia ottica caratteristica. Può associarsi a cataratta, ptosi e paralisi oculomotoria.

Sindrome di Jeavons

Classificazione : Epilessia generalizzata idiopatica.

Triade : Mioclono palpebrale, crisi scatenate dalla chiusura degli occhi, fotosensibilità.

Decorso : La fotosensibilità diminuisce con l’età, ma il mioclono palpebrale persiste. Spesso resistente ai farmaci antiepilettici.

Sialidosi di tipo I

Eziologia : Deficit di sialidasi dovuto a mutazione autosomica recessiva del gene NEU1 (6p21.3).

Età di insorgenza : Di solito si manifesta nell’adolescenza.

Reperti oftalmologici: macchia rosso ciliegia caratteristica. Nei pazienti giovani può verificarsi cataratta.

Trattamento: il farmaco di prima scelta è l’acido valproico.


7. Ricerche recenti e prospettive future (rapporti in fase di ricerca)

Sezione intitolata “7. Ricerche recenti e prospettive future (rapporti in fase di ricerca)”

Il metodo di fusione che combina EEG e fMRI funzionale è considerato uno strumento avanzato che contribuisce a migliorare l’accuratezza diagnostica del nistagmo epilettico. Il suo punto di forza è la capacità di valutare simultaneamente la localizzazione spaziale delle scariche epilettiche e i cambiamenti del flusso sanguigno. 1)

Trattamento sperimentale della sialidosi di tipo I

Sezione intitolata “Trattamento sperimentale della sialidosi di tipo I”

Negli studi su modelli murini di sialidosi di tipo I, la terapia enzimatica sostitutiva, il trapianto di midollo osseo e la terapia genica hanno mostrato efficacia. Tuttavia, la terapia enzimatica sostitutiva presenta sfide significative: non attraversa la barriera emato-encefalica e comporta un rischio di anafilassi. La ricerca prosegue per l’applicazione nell’uomo.


  1. Gurnani B, et al. Nystagmus: A Comprehensive Clinical Review of Etiology, Pathophysiology, Diagnostic Approaches, and Management. Clin Ophthalmol. 2025;19:1617-1650.

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