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Cataratta e segmento anteriore

Lente intraoccolare foto-regolabile (LAL)

1. Cos’è la lente intraoculare foto-regolabile?

Sezione intitolata “1. Cos’è la lente intraoculare foto-regolabile?”

La lente intraoculare foto-regolabile (Light Adjustable Lens, LAL) è una lente intraoculare la cui potenza può essere regolata in modo non invasivo mediante irradiazione ultravioletta (UV) dopo l’impianto durante l’intervento di cataratta.

Ottenere una refrazione post-operatoria accurata nella chirurgia della cataratta rimane una sfida. Biometria imprecisa, errori nella previsione della posizione effettiva della lente e differenze individuali nella guarigione della ferita sono le principali cause di errore refrattivo post-operatorio. La lente intraoculare foto-regolabile è stata sviluppata per affrontare questi problemi.

Questa tecnologia è stata sviluppata nel 1997 dal Dr. Schwartz dell’Università della California, San Francisco, e dal Professor Grubbs del California Institute of Technology, ed è stata approvata dalla FDA il 22 novembre 2017.

Q Quanto migliori sono i risultati della lente intraoculare foto-regolabile rispetto a una lente monofocale tradizionale?
A

Nello studio clinico FDA (600 casi), il gruppo LAL ha raggiunto un’acuità visiva non corretta di 20/20 con una frequenza doppia rispetto al gruppo con lente monofocale standard1). È stata riportata un’elevata precisione refrattiva, con il 92% dei pazienti entro 0,5 D dalla refrazione target dopo la regolazione.

Sintomi soggettivi (valutazione correlata alla determinazione di indicazioni e controindicazioni)

Sezione intitolata “Sintomi soggettivi (valutazione correlata alla determinazione di indicazioni e controindicazioni)”

La lente intraoculare foto-regolabile è indicata per pazienti con errore refrattivo post-operatorio (ipermetropia, miopia o astigmatismo residuo).

  • Scarsa acuità visiva non corretta : insoddisfazione visiva dovuta a uno scostamento dalla rifrazione target.
  • Cambiamenti visivi temporanei post-operatori : durante l’irradiazione UV possono verificarsi eritropsia o alterazioni della visione dei colori (difficoltà a distinguere blu, viola e verde). Questi tendono a risolversi dopo il completamento della regolazione.

Il decorso post-operatorio e il processo di regolazione dopo l’impianto di una lente intraoculare foto-regolabile sono descritti di seguito.

Impianto a pre-regolazione

Periodo di guarigione oculare : la stabilità refrattiva viene verificata 2-4 settimane dopo l’impianto.

Esame refrattivo : viene eseguita una rifrazione manifesta per valutare la differenza rispetto alla rifrazione target.

Verifica della dilatazione pupillare : per la regolazione luminosa è necessaria una dilatazione di almeno 6,5-7 mm.

Irradiazione UV a lock-in

Numero di sedute : 2-4 sedute di irradiazione (ciascuna 40-120 secondi, a intervalli di circa 3 giorni) per la regolazione.

Lock-in : dopo aver raggiunto la rifrazione target, l’intera zona ottica viene irradiata con UV per fissare il potere.

Occhiali con filtro UV : da indossare fino a 24 ore dopo il lock-in.

I cambiamenti di forma della lente intraoculare foto-regolabile possono essere osservati con la tomografia a coerenza ottica del segmento anteriore. La regolazione del potere sferico modifica i raggi di curvatura delle superfici anteriore e posteriore, mentre la correzione dell’astigmatismo provoca cambiamenti di forma asimmetrici2).

3. Cause e fattori di rischio (indicazioni e controindicazioni)

Sezione intitolata “3. Cause e fattori di rischio (indicazioni e controindicazioni)”

I criteri di approvazione della FDA sono i seguenti.

  • Pazienti affetti da cataratta altamente motivati
  • Pazienti con astigmatismo corneale di almeno 0,75 D
  • Pazienti senza patologie significative del segmento anteriore o posteriore

Le lenti intraoculari foto-regolabili non sono raccomandate per i seguenti pazienti.

  • Malattie maculari preesistenti (degenerazione maculare, edema maculare diabetico, ecc.)
  • Anamnesi di infezione oculare erpetica (rischio di riattivazione da esposizione alla luce)
  • Assunzione di farmaci che aumentano la sensibilità ai raggi UV (tetraciclina, doxiciclina, amiodarone, clorochina, idrossiclorochina, psoralene, ecc.)
  • Assunzione di farmaci con tossicità retinica (tamoxifene, ecc.)
  • Pazienti con nistagmo
  • Pazienti con scarsa compliance all’uso di occhiali con protezione UV prima del lock-in

4. Diagnosi e metodi di esame (valutazione preoperatoria e flusso di regolazione postoperatoria)

Sezione intitolata “4. Diagnosi e metodi di esame (valutazione preoperatoria e flusso di regolazione postoperatoria)”

Oltre alla valutazione preoperatoria standard per la chirurgia della cataratta, verificare quanto segue:

  • Valutazione dell’astigmatismo corneale (0,75 D o più è indicazione)
  • Esclusione di malattie maculari mediante esame del fondo oculare
  • Elenco dei farmaci assunti (verifica di farmaci fotosensibilizzanti e retinotossici)
  • Valutazione della capacità di compliance
Elemento di valutazioneContenuto
Esame refrattivoRefrazione manifesta, acuità visiva a distanza non corretta, migliore acuità visiva corretta
Tomografia a coerenza otticaEsclusione di edema maculare (raccomandato prima e dopo l’esposizione ai UV)1)
Valutazione della dilatazione pupillareConferma di una dilatazione di almeno 6,5–7 mm

In caso di riduzione dell’acuità visiva dopo irradiazione UV, è necessario eseguire una valutazione maculare mediante tomografia a coerenza ottica. Sono stati riportati casi di edema maculare cistoide dopo irradiazione UV, e la diagnosi precoce è importante1).

Q Cosa fare se l'acuità visiva diminuisce dopo la regolazione di una lente intraoculare foto-regolabile?
A

In caso di riduzione dell’acuità visiva dopo irradiazione UV, è possibile un edema maculare cistoide. Interrompere l’irradiazione UV e valutare la macula con tomografia a coerenza ottica. Per l’edema maculare cistoide, è stato riportato che il trattamento con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) topici e colliri corticosteroidi è efficace1).

5. Trattamento standard (regolazione refrattiva con LAL)

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La lente intraoculare foto-regolabile contiene molecole fotosensibili chiamate ‘macromeri’ all’interno di una matrice di silicone. L’irradiazione con luce UV a 365 nm provoca la polimerizzazione dei macromeri, creando un gradiente di concentrazione tra le aree irradiate e non irradiate. Nelle successive 12 ore, i macromeri non reagiti diffondono, modificando la curvatura della lente e quindi il suo potere refrattivo3).

Una volta completata la regolazione, un trattamento di blocco (irradiazione UV dell’intera zona ottica) polimerizza tutti i macromeri rimanenti, fissando il potere.

  • Correzione dell’ipermetropia (aumento del potere): irradiare la zona centrale della lente per aumentare la curvatura anteriore.
  • Correzione della miopia (diminuzione del potere): irradiare la zona periferica della parte ottica per aumentare la curvatura periferica, correggendo l’errore miopico.
  • Correzione dell’astigmatismo: irradiare meridiani specifici individualmente.

Il dispositivo di regolazione (Light Delivery Device) è un sistema di proiezione ottica e una sorgente UV aggiunti a un microscopio a lampada a fessura, che mette a fuoco sulla lente intraoculare attraverso una lente a contatto posizionata sulla cornea. È necessaria una dilatazione di almeno 7 mm e tutte le regolazioni luminose vengono eseguite in midriasi.

6. Fisiopatologia e meccanismi dettagliati di insorgenza

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Il meccanismo mediante il quale i macromeri siliconici fotosensibili non polimerizzati migrano secondo un gradiente di concentrazione dopo l’irradiazione UV è alla base della regolazione del potere delle lenti intraoculari foto-regolabili 3).

Nella regolazione del potere sferico, i raggi di curvatura delle superfici anteriore e posteriore cambiano entrambi. Un gruppo di ricerca giapponese ha visualizzato i reali cambiamenti di forma della lente utilizzando un tomografo a coerenza ottica del segmento anteriore (CASIA2) 2).

Kato et al. (2025) hanno riportato che in un uomo di 70 anni, dopo la regolazione del potere sferico (da +0,75 D a −0,25 D), il raggio di curvatura anteriore è diminuito da 11,59 mm a 9,03 mm, mentre quello posteriore è aumentato da 10,98 mm a 13,41 mm 2). In un caso di correzione dell’astigmatismo (donna di 80 anni, Cyl −1,50 D → S +0,25 D), la variazione del raggio di curvatura posteriore si è verificata in modo asimmetrico lungo l’asse dell’astigmatismo, correggendo l’astigmatismo con un meccanismo simile a quello delle lenti intraoculari toriche.

I seguenti meccanismi sono considerati responsabili dell’edema maculare cistoide indotto dall’irradiazione UV 1).

  • Infiammazione da sottoprodotti dei macromeri: I macromeri attivati dai UV rilasciano sottoprodotti infiammatori che rompono la barriera emato-retinica.
  • Danno diretto dei UV: I UV causano stress ossidativo e danno mitocondriale nelle cellule dell’epitelio pigmentato retinico.
  • Effetto sulle cellule di Müller: Lo stress fotochimico delle cellule di Müller dovuto all’irradiazione UV può danneggiare la barriera emato-retinica interna.

7. Ricerche recenti e prospettive future (rapporti in fase di ricerca)

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Edema maculare cistoide dopo irradiazione ultravioletta

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L’edema maculare cistoide bilaterale dopo irradiazione ultravioletta è una nuova complicanza, raramente riportata in precedenza.

Shakarchi et al. (2025) hanno riportato il primo caso mondiale di edema maculare cistoide bilaterale simultaneo in una donna di 81 anni che aveva ricevuto un trattamento di lock-in UV dopo impianto di lente intraoculare foto-regolabile 1). Una settimana dopo l’esposizione ai UV, l’acuità visiva è scesa a 20/40 e la tomografia a coerenza ottica ha mostrato alterazioni cistoidi con spessore retinico foveale di 397 μm (occhio destro) e 427 μm (occhio sinistro). L’irradiazione UV è stata interrotta e si è iniziato un trattamento topico con prednisolone 1% (4 volte/die) e ketorolac 0,5% (4 volte/die), con risoluzione completa in 3 settimane.

Gli autori raccomandano di “interrompere l’irradiazione UV e iniziare un trattamento locale a bassa soglia” e di “considerare una tomografia a coerenza ottica di routine prima e dopo l’aggiustamento anche nei pazienti a basso rischio” 1).

La tecnica di “Refractive Index Shaping” che utilizza un laser a femtosecondi per modificare la composizione chimica delle lenti intraoculari acriliche è anch’essa in fase di ricerca. Questa tecnologia potrebbe consentire di modificare la potenza sferica, cilindrica e focale su un’unica lente intraoculare, offrendo aggiustamenti multipli attraverso un meccanismo diverso dalle lenti foto-regolabili 3). Sono in fase di studio anche lenti intraoculari multicomponente, regolabili meccanicamente, regolabili magneticamente e a cristalli liquidi.

L’astigmatismo corneale cambia nel tempo, il che può influenzare la stabilità a lungo termine dell’acuità visiva fornita dalle lenti intraoculari foto-regolabili. È stato proposto anche il concetto di combinare l’ottica adattiva con le lenti intraoculari foto-regolabili, in cui il dispositivo rileva e corregge automaticamente le distorsioni ottiche.


  1. Shakarchi F, Bassett E, Cooley A, et al. Bilateral cystoid macular edema after light treatment with light-adjustable lens. Cureus. 2025;17(8):e90493.
  2. Kato Y, Ichikawa K, Tanaka Y, et al. Lens shape confirmed in light adjustable lens: a report of two cases. Am J Ophthalmol Case Rep. 2025;40:102465.
  3. American Academy of Ophthalmology Cataract and Anterior Segment Committee. Cataract in the Adult Eye Preferred Practice Pattern. Ophthalmology. 2022;129(1):P1-P126.

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