La disfotopsia è un termine generico per i fenomeni visivi indesiderati che si verificano in occhi pseudofachici dopo intervento di cataratta1). Anche dopo un intervento senza complicazioni, può essere uno dei principali fattori che riducono la soddisfazione del paziente.
PD: Artefatti luminosi come aloni, immagini fantasma, starburst, archi/anelli/lampi di luce 1)
ND: Ombra scura e sottile a forma di mezzaluna che appare nel campo visivo temporale medio-periferico 1)
Inizialmente, ciò è stato riportato principalmente per lenti intraoculari in acrilico idrofobo ad alto indice di rifrazione con bordo quadrato 1). Tuttavia, successivamente è stata confermata la comparsa anche in lenti intraoculari di vari materiali e design, come silicone e acrilico idrofilo 1).
La maggior parte delle disfotopsie scompare spontaneamente o diventa non fastidiosa dopo un adattamento neuronale. Tuttavia, in alcuni pazienti persistono e possono richiedere un intervento chirurgico.
QLe disfotopsie si verificano sempre dopo un intervento di cataratta?
A
Non sempre. Le ND sono presenti in circa il 15% dei pazienti al primo giorno post-operatorio, ma dopo un anno si riducono a circa il 3% senza intervento 1). La maggior parte si attenua naturalmente grazie all’adattamento neuronale.
Alone : Anello luminoso intorno alle sorgenti luminose. Particolarmente evidente durante la guida notturna.
Starburst : Raggi luminosi che si irradiano radialmente da una sorgente luminosa.
Archi, anelli o flash luminosi : Compaiono nella parte centrale o medio-periferica del campo visivo.
Immagine fantasma : Percepita come una doppia immagine.
Tipo negativo (ND)
Ombra scura a forma di mezzaluna : Ombra arcuata che appare nel campo visivo temporale medio-periferico. Percepita come uno scotoma o un ‘paracochi da cavallo’ 1).
Ombra a tendina : Sensazione che un arco scuro ostruisca il campo visivo come una tenda.
Evoluzione temporale : Le ND tendono a diminuire nel tempo 1).
La PD peggiora in ambienti con fonti di luce, specialmente di notte o al buio. La ND può essere percepita sia in condizioni di luce che al buio.
Non esistono reperti obiettivi specifici per le disfotopsie. La diagnosi si basa principalmente sulla descrizione dei sintomi soggettivi del paziente.
Pseudofacodonesi : micromovimenti della lente intraoculare. Confermata osservando la 4a immagine di Purkinje al microscopio a lampada a fessura. Meglio visibile senza dilatazione pupillare.
Decentramento o inclinazione della lente intraoculare : una posizione anomala della lente può causare disfotopsie 1). Anche un lieve decentramento può influenzare la funzione visiva con lenti multifocali.
Fibrosi del bordo della capsulotomia anteriore : confermata con esame in midriasi. La deformazione della lente dovuta alla contrazione capsulare può contribuire alle disfotopsie.
Le cause principali delle disfotopsie sono le proprietà ottiche e la posizione della lente intraoculare. Le lenti con bordi squadrati, superficie anteriore piatta, piccolo diametro ottico o design multifocale sono più inclini a produrre immagini ottiche fastidiose 1).
Design a bordi squadrati : i raggi luminosi incidenti obliquamente vengono riflessi dal bordo verso la retina1)
Alto indice di rifrazione : aumenta le riflessioni interne all’interno della lente
Superficie anteriore piatta : l’immagine fastidiosa viene proiettata vicino all’immagine reale, aumentando il disturbo
Lenti multifocali : le lenti diffrattive provocano facilmente aloni e riduzione della sensibilità al contrasto2). Le lenti refrattive inducono facilmente starburst e distorsioni 2). Le IOL multifocali, per il loro design ottico, distribuiscono l’energia per la visione da lontano e da vicino in base al diametro pupillare. Nei pazienti con pupilla piccola, la visione da vicino può essere insufficiente, e l’abbagliamento e gli aloni sono particolarmente problematici al buio.
Cattura pupillare (abbagliamento da bordo IOL) : in caso di cattura pupillare, l’impatto sull’acuità visiva corretta è spesso lieve, ma sono frequenti abbagliamento e fotofobia dovuti al bordo della IOL.
La relazione tra i fattori di design della lente intraoculare e le disfotopsie è mostrata di seguito.
La ND è multifattoriale e non è compresa chiaramente come la PD.
Dislivello di illuminamento: La differenza di illuminamento tra i raggi luminosi rifratti dalla lente intraoculare e quelli che passano al di fuori della parte ottica forma un’ombra sulla retina.
Spessore della lente intraoculare : Le lenti intraoculari spesse causano più ND rispetto a quelle sottili.
Materiale acrilico, grande angolo kappa, pupilla piccola : Fattori di rischio per ND.
Sesso femminile, occhio sinistro, lente in sacco capsulare : Maggiore frequenza di ND.
Opacizzazione, danneggiamento, decentramento della lente intraoculare : Possono causare qualsiasi tipo di disfotopsia1).
Le lenti intraoculari multifocali presentano una maggiore frequenza di aloni, abbagliamento e disfotopsia rispetto alle lenti monofocali2). Le lenti a profondità di fuoco estesa (EDF) riportano significativamente meno disfotopsia rispetto alle lenti multifocali2).
QQuali tipi di lenti intraoculari sono più inclini a causare disfotopsia?
A
Le lenti intraoculari con bordo squadrato, alto indice di rifrazione, superficie anteriore piatta e piccolo diametro ottico presentano un rischio maggiore1). Le lenti multifocali causano più disfotopsia rispetto alle monofocali2), e le lenti EDF ne causano meno rispetto alle multifocali2).
L’abbagliamento è un fenomeno causato da un’anomalia del sistema ottico dell’occhio, in cui la luce proveniente da direzioni diverse dalla linea di sguardo provoca fastidio. Il disagio da abbagliamento (disturbo da abbagliamento) si riferisce a una riduzione della sensibilità al contrasto dovuta all’abbagliamento. Il test di abbagliamento viene utilizzato per la valutazione quantitativa del disagio da abbagliamento.
Esame con lampada a fessura : Verificare posizione, decentramento, inclinazione della lente intraoculare, pseudofacodonesi, stato della capsula anteriore e posteriore.
Test di abbagliamento : Test di sensibilità al contrasto sotto abbagliamento. Valutazione oggettiva del grado di disagio da abbagliamento.
Perimetro dinamico di Goldmann : Può rilevare cambiamenti del campo visivo periferico lontano nella ND.
OCT del segmento anteriore e microscopia ultrasonica : Utili per valutare il contatto tra lente intraoculare e iride, nonché la posizione dettagliata della lente intraoculare.
Il trattamento della fotopsia anomala inizia con una gestione conservativa. Se i sintomi persistono e interferiscono con la vita quotidiana, si considera un intervento chirurgico.
Osservazione: la maggior parte dei sintomi si attenua entro poche settimane. Attendere il miglioramento naturale tramite neuroadattamento è la prima scelta.
Miosi farmacologica: collirio di pilocarpina cloridrato all’1% 1-3 volte al giorno, o collirio di brimonidina tartrato allo 0,1% 2 volte al giorno. Utile per alleviare la PD notturna, ma quasi inefficace per i sintomi ND.
Occhiali con montatura spessa: per la ND, il cervello percepisce l’ombra della montatura, migliorando i sintomi.
Correzione refrattiva e trattamento delle malattie della superficie oculare: per gestire i disturbi visivi associati.
Scambio di lente intraoculare: sostituzione con una lente a basso indice di rifrazione, bordi arrotondati e bassa riflettanza superficiale. Sono riportati scambi con lenti in PMMA, silicone o copolimero.
Tasso di miglioramento dopo cambio del materiale della lente: il 76-88% dei sintomi di PD migliora.
Misure per la ND
Cattura ottica inversa: l’ottica viene posizionata anteriormente all’apertura capsulare, spostando in avanti il gap di illuminazione1).
Lente intraoculare piggyback: una lente intraoculare aggiuntiva viene inserita nel solco ciliare per migliorare la ND1).
Posizionamento dell’aptica: posizionare la giunzione ottica-aptica nel quadrante inferotemporale è stato riportato per ridurre la ND1).
Nel caso di lenti intraoculari multifocali, fotopsie anomale come visione “cerosa”, abbagliamento e aloni sono la ragione più comune per l’espianto1).
QCosa fare se le fotopsie anomale persistono a lungo?
A
Se non migliorano dopo diversi mesi, si consiglia di consultare il medico curante. Per la PD, la sostituzione della lente intraoculare ha mostrato un miglioramento del 76-88%. Per la ND, la cattura ottica inversa o la lente piggyback sono opzioni efficaci1).
Il principale meccanismo della PD è la riflessione e rifrazione della luce sul bordo della lente intraoculare.
Bagliore di bordo: i raggi luminosi incidenti con un angolo di circa 35 gradi su un bordo quadrato vengono riflessi dal bordo e si concentrano ad arco sulla retina opposta all’immagine della sorgente luminosa.
Bordo arrotondato: disperde la luce parassita su un’ampia area della retina, riducendo i sintomi di disfotopsia positiva (PD).
Riflessione interna del cristallino artificiale: maggiore è l’indice di rifrazione, più la luce viene riflessa all’interno del cristallino artificiale, causando facilmente immagini doppie e aloni.
Riflessione retrograda dalla superficie retinica: la luce riflessa dalla superficie retinica raggiunge la superficie anteriore del cristallino artificiale (che funge da specchio concavo) e viene nuovamente proiettata sulla retina. Più la curvatura anteriore è dolce, più l’immagine fastidiosa è vicina all’immagine reale, aumentando il disturbo.
I cristallini artificiali sferici presentano aberrazione sferica positiva, causando uno spostamento miopico e un aumento della profondità di fuoco durante la dilatazione pupillare1). I cristallini artificiali asferici sono progettati per correggere l’aberrazione sferica della cornea1). Tra le aberrazioni di ordine superiore, l’aberrazione sferica è spesso associata al fenomeno dell’alone e l’aberrazione comatica a disfotopsie positive come bagliore e starburst. Tuttavia, la sensibilità varia individualmente e non corrisponde necessariamente uno a uno.
La causa principale della ND è il gap di illuminazione (illumination gap). Tra i raggi luminosi rifratti dalla parte ottica del cristallino artificiale e quelli che raggiungono la periferia oltrepassando il bordo esterno della parte ottica, si forma sulla retina una banda in cui la luce non arriva.
Spessore del cristallino artificiale: più spesso è il cristallino artificiale, più ampio tende ad essere il gap di illuminazione.
Deformazione del cristallino artificiale per contrazione capsulare: la contrazione capsulare in direzione meridionale orizzontale deforma il cristallino artificiale, formando complessi pattern di interferenza in periferia. Ciò può spiegare alcuni aspetti sia della PD che della ND.
Coinvolgimento del sistema nervoso centrale: secondo alcuni rapporti, l’occlusione dell’occhio controlaterale riduce lo scotoma della ND dell’80%, suggerendo un fattore centrale legato alla visione binoculare.
Il reverse optic capture sposta il gap di illuminazione in avanti posizionando la parte ottica davanti all’apertura capsulare, migliorando teoricamente la ND. Il posizionamento orizzontale degli aptici può illuminare la retina periferica in corrispondenza della giunzione degli aptici in modo diverso rispetto all’area intorno alla parte ottica, riducendo potenzialmente il gap di illuminazione1).
7. Ricerche recenti e prospettive future (rapporti in fase di ricerca)
Per ridurre la PD, le aziende produttrici stanno adottando misure come l’arrotondamento del bordo quadrato anteriore, la riduzione dello spessore del bordo, la non lucidatura del bordo e lo spostamento del potere refrattivo dalla superficie posteriore a quella anteriore. Nonostante queste modifiche, la PD rimane un importante problema post-operatorio. È stato riportato che il 76-88% dei sintomi di PD migliora dopo il cambio del materiale della lente intraoculare, e si prevede che l’ottimizzazione di materiali e design continui.
Potenziale delle IOL a profondità di fuoco estesa (EDF)
Le lenti intraoculari EDF presentano significativamente meno fotopsie anomale rispetto alle lenti multifocali e mostrano un profilo di disturbi visivi simile a quello delle lenti monofocali asferiche 2). Sono considerate un’opzione che combina una buona visione intermedia con minime fotopsie anomale 2).
Chiarimento della patogenesi della ND e nuovi approcci chirurgici
La comprensione del meccanismo di insorgenza della ND è in continua evoluzione. Oltre al gradiente di illuminazione, stanno emergendo meccanismi patogenetici multifattoriali come la deformazione della lente intraoculare dovuta alla contrazione capsulare e il coinvolgimento del sistema nervoso centrale. Sono stati riportati anche nuovi approcci mini-invasivi, come il sollievo dei sintomi mediante incisione di rilassamento con laser YAG sul bordo capsulare anteriore.