Strie di Siegrist
Meccanismo di formazione: occlusione e atrofia cronica dell’arteria coroideale
Aspetto: pigmentazione lineare lungo il decorso dell’arteria coroideale
Decorso: lesione cronica e cicatriziale
Le strie di Siegrist (Siegrist streaks) furono descritte da Siegrist nel 1899, e le macchie di Elschnig (Elschnig spots) da Elschnig nel 1900, come lesioni ischemiche coroidali. Entrambi sono reperti del fondo oculare rappresentativi della coroidopatia ipertensiva e compaiono in associazione con l’ipertensione maligna.
Strie di Siegrist: sono depositi di pigmento disposti linearmente lungo le arterie coroidali, che riflettono alterazioni atrofiche e pigmentarie corrispondenti ad arteriole coroidali occluse. Rimangono come tracce di occlusione vascolare causata da ipertensione cronica o arterite a cellule giganti (GCA).
Macchie di Elschnig sono lesioni di necrosi dell’EPR causate da ischemia acuta dei capillari coroideali; nella fase acuta si osservano come piccole macchie giallo-grigiastre. Successivamente, progrediscono con proliferazione e atrofia del pigmento, trasformandosi in lesioni croniche con un centro scuro e un anello di pigmentazione periferica.
Strie di Siegrist
Meccanismo di formazione: occlusione e atrofia cronica dell’arteria coroideale
Aspetto: pigmentazione lineare lungo il decorso dell’arteria coroideale
Decorso: lesione cronica e cicatriziale
Macchie di Elschnig
Meccanismo: ischemia acuta dei capillari coroideali → necrosi dell’EPR
Aspetto: in fase acuta, piccole macchie gialle; in fase cronica, alterazioni pigmentate ad anello
Decorso: da acuto a cronico con cambiamento morfologico
Entrambi riflettono il grado di ischemia coroidale, ma le macchie di Elschnig indicano ischemia capillare acuta e spesso si presentano come lesioni attive con distacco sieroso della retina. Le strie di Siegrist sono segno di decorso cronico e non implicano necessariamente una fase attiva.
Le malattie che causano ischemia coroidale sono la causa.
Ipertensione maligna
Caratteristiche: aumento rapido della pressione sanguigna (sistolica superiore a 180 mmHg)
Meccanismo: necrosi fibrinoide delle arteriole coroidali → occlusione capillare
Trattamento: ricovero e terapia antipertensiva
Arterite a cellule giganti
Caratteristiche: età >50 anni, associata a cefalea temporale e claudicatio mandibolare
Meccanismo: infiammazione granulomatosa delle arterie ciliari posteriori → occlusione
Trattamento: somministrazione urgente di corticosteroidi 1)
Preeclampsia e altro
Preeclampsia: coroidopatia ipertensiva in gravidanza. Risoluzione dopo il parto.
Altri: anche l’ipertensione secondaria come l’ipertensione nefrovascolare e il feocromocitoma può essere una causa.
La differenziazione basata solo sui reperti clinici è difficile. Sintomi sistemici (cefalea temporale, claudicatio mandibolare, febbre) e aumento della VES e della PCR suggeriscono un’arterite a cellule giganti1)2). Per la conferma è necessaria una biopsia dell’arteria temporale1).
La valutazione standard combina più modalità.
| Esame | Principali reperti |
|---|---|
| Angiografia con fluoresceina (FA) | Ipofluorescenza precoce → iperfluorescenza tardiva (necrosi/perdita dell’RPE) |
| Angiografia con ICG | Visualizzazione diretta dell’ipoperfusione coroidale |
| OCT-A | Visualizzazione delle aree di non flusso della coriocapillare |
Quando l’arterite a cellule giganti è nella diagnosi differenziale, eseguire tempestivamente quanto segue.
Nello slab della lamina coriocapillare, vengono rappresentate come aree di non perfusione (dark spot) corrispondenti all’ischemia. Confrontando con FA/ICG, è possibile valutare in modo non invasivo l’estensione e l’attività della lesione.
Il fondamento del trattamento è il controllo della malattia di base. La terapia oftalmica locale da sola non è efficace; è essenziale la collaborazione con i reparti di medicina interna e ostetricia.
Il processo graduale che porta dall’ischemia coroidale alla necrosi dell’RPE e ai cambiamenti pigmentari è illustrato di seguito.
| Stadio | Alterazione patologica | Reperto clinico corrispondente |
|---|---|---|
| Ischemia acuta | Necrosi fibrinoide delle arteriole coroidali → occlusione capillare | Area ipofluorescente all’ICG |
| Necrosi dell’RPE | Necrosi delle cellule dell’RPE nell’area ischemica e perdita della funzione di pompa | Macchie di Elschnig acute e distacco sieroso retinico (SRD) |
| Cambiamenti cronici | Proliferazione dell’RPE, pigmentazione e atrofia | Macchie di Elschnig croniche e strie di Siegrist |
Nell’ipertensione maligna, un improvviso aumento della pressione sanguigna che supera la capacità di autoregolazione delle arteriole coroidali provoca necrosi fibrinoide della parete vascolare. Questa necrosi occlude le arteriole precapillari, causando una mancata perfusione locale della lamina coriocapillare. L’RPE che perde la perfusione va incontro a necrosi, con conseguente rottura della barriera emato-retinica esterna. Ciò porta all’accumulo di liquido sottoretinico (SRD). Nella fase cronica, l’RPE necrotico prolifera e si pigmenta, formando il caratteristico aspetto anulare delle macchie di Elschnig. Occlusioni multiple lungo il decorso arterioso formano le strie di Siegrist.
Nell’arterite a cellule giganti, l’infiammazione granulomatosa e l’occlusione delle arterie ciliari posteriori sono predominanti, portando a un’ischemia coroidale più estesa e a gravi disturbi visivi.
OCT-Aは脈絡膜毛細血管板の無血流域をFA/ICGより非侵襲的に可視化できる。脈絡膜虚血の範囲定量化と治療効果モニタリングへの応用が研究されている。
Wong-Mitchell分類などを含む高血圧性網膜症の分類体系が整備され、エルシュニッヒ斑やジーグリスト線条を含む脈絡膜病変と全身心血管リスクとの関連研究が継続している。
Mollanら(Lancet, 2024)は巨細胞動脈炎の診断・治療管理においてCOVID-19パンデミックが与えた影響について報告した3)。受診遅延と診断の遅れが視力障害リスクを高める可能性が示唆されている。
原因疾患(高血圧・GCA)を適切に治療すれば急性期の漿液性網膜剥離は消退し、視力は回復することが多い。ただし慢性エルシュニッヒ斑(色素変化・萎縮)は不可逆的に残存する場合がある。
高血圧が再び悪化したり、巨細胞動脈炎の再燃があれば再発しうる。コルチコステロイドを減量中の巨細胞動脈炎患者では再燃に注意が必要であり、定期的な血圧測定・炎症指標モニタリングが重要である1)3)。