SDRIFE (esantema intertriginoso e flessurale simmetrico correlato a farmaci) è una rara reazione cutanea avversa associata a farmaci somministrati per via sistemica. È causata da alcuni farmaci specifici, inclusi antibiotici ad ampio spettro e cefalosporine.
Il nome della malattia era originariamente chiamato “sindrome del babbuino” quando fu riportato per la prima volta nel 1984, a causa dell’aspetto caratteristico dell’eritema che si verifica sui glutei e nella regione perianale. L’attuale nome “SDRIFE” si è affermato come termine che descrive più accuratamente la condizione.
Dalla prima segnalazione nel 1984, oltre 100 casi sono stati riportati in letteratura. Si osserva in pazienti di tutte le età, con segnalazioni dai 18 mesi agli 84 anni. L’insorgenza nei bambini è più rara. Il rapporto maschi-femmine è di circa 3:1, con una predominanza maschile.
QQuanto è rara la SDRIFE?
A
Dalla prima segnalazione nel 1984, è una malattia rara con poco più di 100 casi riportati in letteratura. Il rapporto maschi-femmine è di circa 3:1, più comune negli uomini, e può manifestarsi a qualsiasi età, ma è più rara nei bambini.
L’acetazolamide è ampiamente utilizzato in oftalmologia come farmaco di prima scelta per l’ipertensione intracranica idiopatica (IIH), ma è noto per causare eruzioni maculopapulari. I metaboliti prodotti dopo il metabolismo epatico agiscono come apteni, innescando una reazione immunitaria mediata dai linfociti T che porta a reazioni cutanee.
Anche gli antibiotici ad ampio spettro utilizzati per il trattamento delle infezioni oculari possono causare SDRIFE. Gli oftalmologi devono essere consapevoli delle potenziali complicanze cutanee dei farmaci che prescrivono.
Sesso maschile: più comune negli uomini, con un rapporto maschi:femmine di circa 3:1.
Tutte le età: sono stati riportati casi da 18 mesi a 84 anni. Nei bambini è più raro.
Predisposizione genetica: può influenzare la prognosi e la gravità.
QLa SDRIFE può verificarsi anche con i farmaci usati in oftalmologia?
A
La SDRIFE può verificarsi con acetazolamide (farmaco di prima scelta per l’ipertensione intracranica idiopatica) e con antibiotici ad ampio spettro usati per trattare infezioni oculari. L’acetazolamide, dopo metabolizzazione epatica, agisce come aptene scatenando una reazione immunitaria mediata dai linfociti T.
È necessaria la diagnosi differenziale con le seguenti malattie.
Necrolisi epidermica (epidermal necrolysis): grave reazione cutanea con tossicità sistemica. Si differenzia dalla SDRIFE per l’assenza di tossicità sistemica.
Eruzione lichenoide da farmaci (lichenoid drug eruption): si differenzia in base ai reperti istologici.
Dermatite da contatto (contact dermatitis): eruzione causata da contatto locale, diversa dal pattern simmetrico e a predominanza delle pieghe.
In alcuni casi, una biopsia cutanea può essere eseguita come supporto alla diagnosi definitiva. I principali reperti istologici sono elencati di seguito.
Infiltrazione infiammatoria perivascolare superficiale: composta da linfociti ed eosinofili.
Pustole sottocorneali (subcorneal pustules)
Alterazioni vacuolari (vacuolar changes)
Degenerazione idropica dello strato basale (degenerazione idropica)
Bolle subepidermiche con cheratinociti necrotici (bolle subepidermiche)
Si raccomanda la consultazione dermatologica per la diagnosi differenziale e il trattamento.
Diagnosi clinica
5 criteri clinici: verificare tutti i seguenti: esposizione a farmaci sistemici, eritema gluteo, coinvolgimento di pieghe cutanee aggiuntive, simmetria, assenza di tossicità sistemica.
Anamnesi dettagliata: raccogliere informazioni approfondite su storia farmacologica, insorgenza e distribuzione dei sintomi.
Esami complementari
Esame istologico: eseguito come supporto alla diagnosi definitiva. Si confermano vari reperti derivanti dall’infiltrato infiammatorio perivascolare superficiale.
Consulto dermatologico: raccomandato per la diagnosi differenziale e la definizione della strategia terapeutica.
Il primo passo del trattamento è l’analisi rischio-beneficio del farmaco che ha causato la reazione cutanea. Si valuta confrontando la gravità della reazione cutanea con il beneficio terapeutico offerto dal farmaco.
Casi in cui è necessaria la sospensione immediata: se la reazione cutanea è grave, sospendere prontamente.
Casi in cui si valuta la continuazione: se si ritiene che il beneficio terapeutico superi la gravità della reazione cutanea, si considera la continuazione sotto stretto monitoraggio.
Se l’analisi rischio-beneficio determina che è necessario sospendere il farmaco causale, si valuta un’alternativa. La decisione terapeutica è personalizzata in base ai fattori specifici del paziente e al profilo rischio-beneficio di ciascun farmaco.
Anche approcci non farmacologici (dieta, perdita di peso, esercizio aerobico) possono essere considerati per alleviare i sintomi della malattia oculare. Per la pianificazione del trattamento si utilizza un approccio multidisciplinare, valutando anche le comorbidità.
In consultazione con il dermatologo, vengono eseguiti i seguenti trattamenti.
Corticosteroidi: utilizzati per sopprimere l’infiammazione.
Antistaminici: levocetirizina, metilprednisolone, ecc. Alleviano i sintomi di prurito e arrossamento. Vengono aggiustati in base alla gravità preesistente.
Dopo la sospensione del farmaco causale, monitorando l’effetto, si può considerare la ri-somministrazione sotto stretta sorveglianza. Aumentando gradualmente il dosaggio, si monitorano contemporaneamente i segni di eruzione cutanea e i segni di malattia oculare (cambiamenti nella pressione intraoculare e nell’esame del fondo oculare).
QSe si verifica SDRIFE, i farmaci oftalmici devono essere sospesi immediatamente?
A
È necessaria un’analisi rischio-beneficio, valutando la gravità della reazione cutanea rispetto al beneficio terapeutico. Per farmaci essenziali come l’acetazolamide nel trattamento dell’IIH, è richiesta una valutazione particolarmente attenta; evitare l’autosospensione e consultare sempre il medico curante.
6. Fisiopatologia e meccanismi dettagliati di insorgenza
SDRIFE è causata da una reazione allergica di tipo IV (ritardata). La rapida insorgenza dell’eruzione cutanea è probabilmente dovuta al legame diretto del farmaco con i recettori delle cellule T.
Ruolo delle cellule T e caratteristiche istologiche
L’esame istologico rivela un infiltrato dermico caratterizzato da cellule T CD3+ e CD4+. A ciò si accompagna un’espansione della P-selectina CD26, che normalmente è coinvolta nel reclutamento di cellule Th1 di memoria o effettrici (cellule T helper di tipo 1) nel sito infiammatorio, con espressione aumentata nello strato endoteliale e nei cheratinociti.
L’acetazolamide viene metabolizzata nel fegato e convertita in metaboliti che agiscono come apteni, innescando una reazione immunitaria mediata dai linfociti T che provoca una reazione cutanea.
Selettività per le aree intertriginose e flessorie
Sebbene non sia completamente compreso, la reazione immunitaria si verifica selettivamente sulla pelle delle aree intertriginose e flessorie, in particolare ascelle, piega interglutea, cavità del gomito e cavità del ginocchio. Il meccanismo di questa selettività richiede ulteriori studi.
QPerché l'eruzione cutanea si verifica solo nelle aree intertriginose e flessorie?
A
Non è stato completamente chiarito, ma si ritiene che sia dovuto a una migrazione selettiva della risposta immunitaria guidata dai linfociti T verso le aree intertriginose e flessorie (ascelle, piega interglutea, piega del gomito, cavità poplitea). Il meccanismo di questa selettività è ancora in fase di studio.
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